

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che i parti cesarei non dovrebbero superare il 15 per cento del totale. Solo in poche nazioni, però, questa percentuale viene rispettata: sicuramente non in Italia, dove in media un bambino su tre viene al mondo con il taglio. Certo, ci sono differenze tra le varie regioni, ma in generale nel nostro paese il parto operativo è troppo frequente. Questo presuppone un aggravio per la spesa pubblica, perché ciascuna nascita chirurgica tra intervento, anestesia, post operatorio ha un costo molto più elevato rispetto al parto vaginale. Soprattutto, però, è bene non abusarne perché il cesareo può avere più complicanze rispetto al parto naturale.
Muore a Milano per rottura dell’utero
Complicanze che non sempre riescono a essere previste e gestite in modo appropriato, nemmeno oggi, con la disponibilità dei mezzi medici e delle conoscenze scientifiche. Proprio a Milano, qualche giorno fa, si è verificato un triste episodio legato proprio a una complicanza di una gravidanza, una seconda gravidanza dopo un cesareo. Una donna di 40 anni, mamma di un bimbo di 4 e in attesa di un secondo maschietto, nel tardo pomeriggio di mercoledì 21 ottobre ha avvertito forti dolori addominali. Si è quindi recata in una clinica poco lontana da casa, un centro convenzionato dove aveva dato alla luce il suo primogenito, nato con parto cesareo. La donna è stata sottoposta a tutti gli accertamenti del caso dal personale sanitario, che non trovando nulla di anomalo l’hanno mandata a casa, raccomandandosi però di tornare in caso di malessere. Purtroppo la situazione è precipitata: nella notte la signora si è sentita male e nonostante la corsa in un grande ospedale dopo aver chiamato il 118, è deceduta assieme al piccolo non ancora nato. La causa del decesso è stata la rottura dell’utero, che sotto la spinta delle contrazioni si è lacerato nel punto in cui, quattro anni prima, era stato inciso per la nascita del primo bambino.
Maggiori complicanze dopo un taglio cesareo
La rottura dell’utero è una delle complicazioni alle quali può andare incontro una gravidanza seguita a un parto cesareo. Infatti a causa del peso del feto e delle forti contrazioni, se queste si presentano all’improvviso, il tessuto si può lacerare nel punto in cui era stato inciso e suturato, proprio perché già indebolito. Non è solo questa, però, l’unica complicanza. Infatti in una gravidanza successiva a un cesareo possono presentarsi con più frequenza emorragie, ossia perdite di sangue dalla vagina, ma anche problemi di placenta previa: si dice così quando la placenta, organo spugnoso e ricco di vasi sanguigni per nutrire il feto, si inserisce verso il basso, andando a coprire del tutto o in parte l’orifizio uterino stesso. L’utero durante il parto si dilata sotto l’effetto delle contrazioni che devono far venire al mondo il bambino e questo può causare il distacco della placenta, con conseguente emorragia. Anche per queste ragioni, insomma, è necessario pianificare un cesareo soltanto quando è realmente necessario. Se il bambino per esempio si presenta con i piedi, con il fianco o con la spalla, oppure se c’è sproporzione feto-pelvica – quando il bambino è troppo grosso per il bacino materno o, ancora, se ci sono problemi di gestosi e di pre-eclampsia che rendono necessario l’intervento in urgenza. Negli altri casi, è importante valutare con il proprio medico la necessità del cesareo, senza abusare di questa pratica medica che, per quanto utile e importantissima, va riservata ai casi in cui è davvero necessaria.
Giorgia Andretti