Infertilità di coppia, l’agopuntura come risorsa per concepire

La settimana del Pianeta Terra: l’Italia alla scoperta delle Geoscienze
8 Ottobre 2014
Separazioni con figli minori tra bi-nazionali, tutte le cose da sapere
9 Ottobre 2014

Infertilità di coppia, l’agopuntura come risorsa per concepire

Le coppie che non riescono ad avere bambini sono sempre più numerose: secondo gli esperti, sono almeno 50.000 ogni anno. In molti casi la difficoltà a dare inizio a una gravidanza è legata a malattie vere e proprie: problemi nella qualità del liquido seminale dell’uomo, squilibri ormonali nella donna che causano disturbi dell’ovulazione, aderenze nelle pareti delle tube o altre malformazioni che impediscono l’incontro tra spermatozoi e cellula uovo. Molte volte però, non esistono motivazioni reali, almeno apparentemente, al fatto che una coppia non riesca ad avere un bambino: i due partner sono giovani, sani e hanno rapporti regolari. In questi casi, in primo luogo è necessario sottoporsi ad accertamenti medici. Se questi non mettono in luce particolari problemi, si può provare ad aumentare la fertilità con l’agopuntura.

Agopuntura, di che cosa si tratta
L’agopuntura metodo di cura che da oltre 5000 anni fa parte della medicina tradizionale cinese. Si basa sull’utilizzo di aghi che, penetrando nell’epidermide in particolari punti stabiliti, stimolano direttamente alcune fibre nervose che, funzionando da filtro o da cancello, possono sciogliere i blocchi di energia – chiamata Qi – e quindi ristabilire il benessere fisico, necessario anche ad aumentare la fertilità. La pratica, se svolta da mani esperte, oltre a non presentare complicanze è molto efficace. L’importante è rivolgersi a un esperto che, oltre a sapere intervenire in modo idoneo, rispetti le norme igieniche e conosca i casi in cui l’agopuntura è controindicata. L’ambiente di lavoro deve essere pulito e dotato di un tavolo con un lenzuolo sterile. Si devono utilizzare aghi usa e getta quindi sterili e monouso. Alcuni loci di agopuntura sono sconsigliati durante la gravidanza perché, se stimolati, possono indurre il travaglio. Anzi, talvolta ne viene sfruttato l’effetto anche per ridurre il travaglio stesso.

Come agiscono gli aghi
Per ristabilire il giusto equilibrio energetico dell’organismo e, quindi, sciogliere i blocchi fisici ed emotivi che impediscono l’instaurarsi della gravidanza, si possono stimolare alcuni punti attraverso l’inserimento di sottilissimi aghi. Questi lavorano sui blocchi energetici riportando l’equilibrio di yin – femminile e yang – maschile in tutto l’organismo, in modo che il Qi torni a fluire liberamente. È bene precisare che gli esperti di agopuntura possono procedere secondo modalità leggermente differenti l’uno dall’altro, a seconda della propria esperienza. In generale, però, ci sono punti maggiormente utilizzati. Gli aghi vanno posizionati dall’agopuntore e lasciati in sede per 20-30 minuti, il tempo necessario per ripristinare un corretto flusso di energia in tutti i distretti dell’organismo. A seconda della serietà del problema varia il numero delle sedute settimanali. In genere si comincia con una cura che prevede una seduta a settimana, per quindi si passa a una seduta ogni 15-20 giorni. È anche possibile sottoporsi a più cicli di trattamento per risultati ancora più evidenti e duraturi.

Su quali punti è bene intervenire
Gli aghi lavorano sui punti della fertilità: addome, piedi, mani, gambe e orecchie, eventualmente individuandone altri a seconda della tipologia di donna e del suo problema. Gli aghi da utilizzare variano a seconda di alcuni sintomi individuali eventualmente associati all’infertilità. Ad esempio se essa è associata a errori alimentari, affaticamento, disturbi gastrointestinali, cicli lunghi e irregolari, ritenzione idrica la medicina cinese classifica il problema come un deficit di Milza e quindi verranno punti 6 milza, 36 stomaco, 20 vescica; se, invece, sono presenti stress emozionali, inappetenza, dismenorrea si tratta di un ristagno e accumulo di qi – energia e i punti trattati saranno 10 milza, 3 fegato, 14 fegato.

Giorgia Andretti

Registrati o Accedi

Lascia un commento