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Il piacere dei cibi inizia presto

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Ciò che si mangia in gravidanza ha effetto imprinting sul gusto del bimbo. Le papille gustative sperimentano i sapori diluiti nel liquido amniotico educando al piacere dei cibi.

Quando abituare i propri figli a nutrirsi bene? Da subito: da quando iniziano a formarsi le papille gustative e quindi, sono ancora nel pancione della mamma. Se la donna, durante i nove mesi, si abitua a nutrirsi in un certo modo, infatti, non solo riesce ad assicurare i nutrienti necessari allo sviluppo del bambino, ma può influenzare le future preferenze alimentari del figlio. Tutto questo può essere visto in modo positivo: una mamma che mangia frutta e verdura, abitua il bimbo ai suoi gusti, dolci o amarognoli che siano. Se durante lo svezzamento vengono proposti gli stessi gusti, il piccolo li accetterà di buon grado e dimostrerà di apprezzarli per tutta la vita. Le buone abitudini possono poi continuare anche durante l’allattamento: tramite il latte, infatti la mamma continua a trasmettere al figlio una varietà di sapori.

I bambini apprezzano gusti anche intensi
Già nel 2009, sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition era stato pubblicato un articolo scientifico in cui si spiegava come, durante la gravidanza, la dieta della madre influenzi il sapore del liquido amniotico che viene ingerito dal feto. La varietà di alimenti e i sapori tipici di una cultura vengono quindi sperimentati dal bambino prima dell’esposizione al cibo solido. Uno studio francese, per esempio, ha seguito un gruppo di mamme che avevano assunto, durante la gravidanza, cibi aromatizzati con anice e un secondo gruppo di donne che, invece, preferivano cibi senza questa spezia. Hanno quindi seguito neonati nei primi giorni di vita per analizzare il loro atteggiamento di attrazione o repulsione rispetto all’aroma di anice. I neonati sono stati posti di fronte all’odore dell’anice e ad un altro aroma (usato come elemento di controllo) al momento della nascita e al quarto giorno. I bambini le cui madri avevano assunto anice durante la gravidanza mostravano una comune preferenza per l’odore dell’anice, mentre i neonati del secondo gruppo mostravano una reazione neutrale o addirittura avversione.

L’importanza di variare i sapori
Un esperimento simile è stato effettuato presso il Monell Chemical Senses Center di Philadelphia e pubblicato sulla rivista Pediatrics. Un buon numero di mamme in attesa è stato diviso in tre gruppi e seguito fin dopo la nascita del bambino, per alcune settimane: il primo gruppo doveva bere succo di carota durante la gravidanza e il secondo gruppo doveva assumere succo di carota durante l’allattamento, mentre il terzo gruppo non doveva bere questo succo né durante la gravidanza né durante l’allattamento. Dopo un mese dall’inizio dello svezzamento, prima che fosse stato introdotto nella dieta del bambino qualunque alimento che contenesse il sapore delle carote, i bambini sono stati ripresi mentre mangiavano cereali preparati con acqua e cereali preparati con succo di carota. L’obiettivo era osservare le loro espressioni facciali negative in risposta a ogni cucchiaiata di cereale: arricciare il naso o le labbra, corrugare le sopracciglia o girare la testa. Anche le mamme avevano il compito di valutare l’indica di gradimento dei bambini, utilizzando una scala di valori da 1 a 9. I bambini che avevano sentito il sapore delle carote nel liquido amniotico o nel latte materno hanno risposto in modo più positivo a quel sapore quando è stato introdotto durante lo svezzamento, mostrando di apprezzare di più i cereali preparati col succo di carota rispetto ai cereali preparati con acqua. Al contrario, i piccoli le cui madri non avevano bevuto succo di carota non hanno mostrato di cogliere la differenza. Come utilizzare i risultati di questi studi? Variando il più possibile la propria alimentazione e non facendosi mancare verdure dal sapore spiccato come cavoli, broccoli, spinaci, asparagi, puntarelle, carciofi … Sarà a tutto beneficio della nostra salute e, più tardi, ci faciliterà nello svezzamento dei nostri bambini.

Sahalima Giovannini

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