

Il diabete gestazionale è un disturbo che riguarda tre donne su cento. È dovuto alla momentanea incapacità, da parte dell’organismo della donna, di assimilare nel modo corretto gli zuccheri introdotti con l’alimentazione. Nei nove mesi, infatti, l’organismo della donna può apparirei più resistente all’azione dell’insulina, forse a causa della presenza del feto. In pratica, il corpo della neo-mamma assimila meno zucchero per garantirne la maggior quantità possibile alla placenta, l’organo a protezione e nutrimento del feto.
In genere il diabete gestazionale compare nell’ultimo trimestre di gravidanza. Nei casi a rischio potrebbe comparire anche prima, verso il quarto mese. Le normali visite ginecologiche consentono comunque di tenere sotto controllo tutte le future mamme. Tutte le donne in gravidanza devono sottoporsi regolarmente agli esami del sangue e delle urine. Se dalle analisi risulta un rialzo del livello di zuccheri nel sangue, il valore della glicemia o nelle urine, la glicosuria, si può pensare la presenza del diabete gestazionale. È allora necessario sottoporsi a ulteriori analisi. Hanno più probabilità di altre di contrarre il diabete gestazionale le donne obese o che iniziano la gravidanza con molti chili di troppo e se in famiglia è presente, un genitore o un fratello, con problemi di diabete. Sono inoltre a rischio le donne che seguono un’alimentazione sbilanciata a favore dei zuccheri e le gestanti che hanno già dato alla luce bambini macrosomici, cioè con un peso alla nascita superiore ai 4 chilogrammi.
Se le analisi hanno evidenziato eccesso di glucosio nel sangue e tracce nelle urine, è necessario procedere a ulteriori verifiche, per confermare o escludere la diagnosi di diabete gestazionale. Le analisi, eseguite con prelievo del sangue, si fanno di solito tra la 24a e la 28a settimana di gestazione, il periodo in cui il diabete si manifesta con più frequenza, ma nelle donne a rischio possono essere anticipate anche alla 16a settimana. Gli esami che danno con sicurezza la diagnosi di diabete sono la mini curva glicemica da carico e la curva glicemica completa. Una volta accertato il diabete è importante gestirlo con accuratezza perché può causare danni al feto e predisporre la donna a situazioni come gestosi e parto prematuro.
La dieta è il sistema più semplice e risolutivo per tenere a bada il diabete. Bisogna limitare gli zuccheri semplici, ovvero: il normale zucchero bianco raffinato da dolci, i biscotti, le torte e le marmellate. Questo tipo di zucchero è il maggior responsabile nel diabete perché provoca un improvviso innalzamento della quantità di glucosio nel sangue. Sono ammessi gli zuccheri più complessi, i carboidrati a lento rilascio che non causano l’immediato innalzamento dei valori di glucosio come: pane, pasta e riso. Questi cibi sono una importante fonte di energia per l’organismo della mamma. L’alimentazione bilanciata è poi completata da un giusto apporto di proteine fornite da carne, pesce, uova, formaggi, di fibre e vitamine contenute in frutta e verdura oltre che di grassi, olio e burro, in quantità limitata. Il movimento è essenziale perché aiuta a bruciare gli zuccheri nel sangue: la futura mamma dovrebbe camminare, andare in cyclette, dedicarsi ad esercizi di ginnastica dolce e nuoto per gestanti. Si ricorre alle cure mediche con insulina quando dieta e attività fisica risultano inefficaci, cosa che succede in circa il 20% dei casi. La futura mamma deve allora sottoporsi a una serie di iniezioni periodiche di insulina.
Sahalima Giovannini