

Troppe neo mamme in Italia soffre di depressione post partum, il disagio che fa la sua comparsa dopo le prime 10 settimane dal parto, eppure, solo meno della metà delle donne chiede aiuto e sostegno. Nel nostro paese ad esserne sono colpite circa 80mila l’anno e solo una su quattro riceve una cura adeguata. Sono i dati analizzati di recente a Roma dall’associazione Kairos Donna per la presentazione della prima edizione del Festival della maternità. L’iniziativa, in programma dal 13 al 15 aprile a Padova, affronta i temi del benessere psicofisico della mamma, della coppia e del bimbo nel periodo che va dalla gravidanza fino ai primi due anni di vita dei piccoli. Nella tre giorni del Festival, tra workshop e spettacoli, si incontreranno 300 specialisti del settore pre e post natale.
La modificazione ormonale che si avvia con la fecondazione, diventa la grande regista della gravidanza, del parto e del post-parto. Durante le gravidanza si producono grandi quantità di progesterone e di estrogeni in un perfetto equilibrio a seconda della fase della gravidanza. Poco prima del parto si verifica una riduzione di progesterone e un aumento degli estrogeni e di prolattina. Con il parto e nei giorni successivi i livelli di estrogeni e progesterone si riducono bruscamente. La concentrazione del cortisolo crolla rapidamente dopo il parto e ritorna ai livelli base nell’arco del mese successivo.
Secondo alcune ricerche più recenti esisterebbe anche una correlazione tra i livelli di colesterolo nel sangue ed i sintomi depressivi. Si tratta di cambiamenti ormonali che, secondo studi diversi, incidono decisamente sul tono dell’umore e che, in alcuni casi, possono avere un collegamento diretto nell’insorgenza di una depressione post-partum. Sono tre i disturbi tipici di questo periodo: il baby blues è la forma lieve e scompare 10-15 giorni dopo la nascita del bambino. La depressione vera e propria può comparire dalle prime settimane dopo il parto fino all’anno di vita del bambino e può trascinarsi a lungo senza essere riconosciuta. La psicosi puerperale è la forma più rara e più seria. La donna che ne soffre è soggetta ad un’alterazione emotiva che causa sentimenti di ostilità nei confronti del neonato fino a stati deliranti.
Il primo segno a cui fare attenzione è la variabilità dell’umore. A seguire ed in ordine di presenza abbiamo:
Abbiamo a disposizione un test veloce e facile da autosomministrare per riconoscere precocemente se la neo-mamma è a rischio di sviluppare la depressione: il test di Edimburgh. Già un mese prima del termine parto deve essere iniziata la somministrazione del test, una serie di domande specifiche da ripetere ogni mese fino a sei mesi dopo la nascita del bambino. La vera prevenzione si attua giocando d’anticipo e se il test ravvisa un rischio, l’invio allo specialista, in questo caso allo psichiatra, è doveroso per proteggere la coppia madre-bambino. Prima si riconosce la depressione, tanto più velocemente e meglio possono essere superati i problemi. Per un bambino avere una madre sorridente, serena e disponibile è il secondo alimento di cui ha bisogno per crescere bene dopo il latte materno.
Da oltre quindici anni la nostra Associazione si occupa della prevenzione della Depressione Post Partum nel tempo abbiamo stampato e distribuito circa un milione di leaflet nei centri nascita in Italia e reso disponibile on-line – Depressione Post-Partum – Come evitarla, come sconfiggerla – E’ attivo inoltre il Centro di Ascolto sono fornite risposte in maniera del tutto gratuita e in anonimato a chiunque ne faccia richiesta. Le risposte sono fornite dagli psichiatri del nostro comitato scientifico.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Medico psichiatra, psicologo, psicoterapeuta