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Se il latte non arriva

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Non allattare può essere visto come un capriccio, ma alcune donne non riescono a farlo. I latti ricostituiti disponibili hanno tutte le proprietà nutritive necessarie al bambino.

Il latte materno è il migliore alimento che un neonato possa ricevere. E’ completo, sterile, pronto ogni volta che il piccolo ne ha bisogno. Non tutte le donne, però, riescono ad allattare. A volte il seno non produce latte a sufficienza, perché il bimbo non si attacca in modo corretto. In altri casi, invece, l’allattamento al seno è sconsigliato dal pediatra a causa di controindicazioni riscontrate sulla mamma o sul neonato. E’ allora necessario ricorrere all’allattamento artificiale. I latti ricostituiti o “di formula” e i sistemi di allattamento oggi disponibili sono perfettamente in grado di sostituire il latte materno. Il magico legame che si crea tra la mamma ed il bimbo nell’allattamento non va perso se il biberon viene offerto come se fosse l’estensione del seno.

Non sempre è una scelta
Non è raro che le neomamme siano preda di un senso di colpa. Questo stato emotivo compare perché non ci si sente abbastanza esperte nell’occuparsi dei piccoli, nel far loro il bagnetto, nell’accorrere di notte quando piangono. L’impossibilità di nutrire la propria creatura al seno accresce il senso di inadeguatezza e il timore che il piccolo sia già sfavorito in partenza. Eppure, nella maggior parte dei casi, se una donna non allatta il figlio al seno è perché non lo può fare, per mancanza di latte o per particolari misure di sicurezza decise dal pediatra. Esistono infatti vere e proprie controindicazioni per questo tipo di alimentazione che possono riguardare sia la mamma sia il bambino. La donna non può allattare se soffre di disturbi cronici o debilitanti, come il diabete e i disturbi renali o cardiaci, oppure di malattie infettive come la tubercolosi, l’epatite B, l’Aids, che si possono trasmettere al bambino. Anche alcune malformazioni al capezzolo possono impedire il corretto nutrimento e provocare disturbi alla mamma. Per il bebé, un peso molto basso alla nascita può comportare, a volte, l’allattamento attraverso un sondino, perché il neonato non è ancora in grado di succhiare. Quando poi acquista tale capacità, spesso la mamma non ha latte e l’allattamento artificiale si rende necessario. Anche malformazioni al labbro o al palato possono impedire la suzione al capezzolo e richiedono tettarelle di forma adatta.

L’importanza di ricreare il clima
Una mamma che non sente il bimbo attaccato al seno può avere il timore di perdere qualche cosa di irrinunciabile. La donna si sente inadeguata e rischia di perdere la stima di sé, pensando di non essere una madre all’altezza. Questi sentimenti negativi non aiutano e impediscono alla mamma di godersi il proprio piccolo nei primi giorni di vita. L’armonico sviluppo e la serenità del bambino, infatti, non dipendono solo dall’attaccarlo al seno, ma anche dalla capacità di creare con lui un rapporto intimo e coinvolgente. Quando si offre il biberon al bambino, gli si possono sussurrare parole dolci, sorridergli, coccolarlo a lungo dopo la fine della poppata. Si deve fare in modo che il piccolo avverta che si tratta di un momento speciale. Il bebè reagirà con vivacità e allegria e allora la mamma capirà di avere creato un momento speciale anche con il biberon. Queste sensazioni positive saranno determinanti anche in un con un sereno sviluppo psico-fisico del bimbo.

Come allattarlo bene
Il latte ricostituito in commercio oggi ha tutte le caratteristiche che lo rendono simile al latte della mamma. Ha meno proteine rispetto al latte di mucca, ma è più ricco di zuccheri, in particolare di lattosio e malto destrine, indispensabili per il buon sviluppo dell’organismo. È arricchito di vitamine spesso indispensabili per i bambini allattati al seno e non contiene troppi sali minerali, che nel neonato comportano un sovra-affaticamento dei reni. Ha meno grassi animali e più vegetali, per aumentare l’apporto di acidi grassi insaturi. Se si inizia l’allattamento artificiale quando il bimbo è molto piccolo, si possono scegliere tettarelle morbide e di forma adatta anche alla bocca dei neonati. Il latte deve defluire a gocce ravvicinate, segno che il piccolo non deve fare troppa fatica per succhiare. Se, invece, l’allattamento artificiale si rende necessario quando il piccolo ha già qualche settimana, si può passare passa al biberon in modo graduale. Si comincia con il sostituire la poppata della sera, che di solito è la più scarsa. Dopo due giorni, si sostituisce un’altra, quindi, dopo un paio di giorni ancora, una terza. L’ultima che deve essere sostituita è quella del mattino, che può essere mantenuta finché la mamma ha latte. Il bimbo si abituerà al nuovo gusto e si eviteranno congestioni al seno.

Gli orari delle poppate
Anche allattato artificialmente, un bimbo non perde le sue capacità di regolarsi in base alle proprie esigenze. Quindi, possiamo offrirgli il biberon quando ha fame, senza preoccuparsi se a volte lo svuota completamente e altre lo lascia a metà: significa che ha completato le proprie esigenze alimentari. Il consiglio degli esperti, comunque, è seguire degli orari, per fare in modo che il piccolo digerisca alla perfezione la poppata precedente e non sovraccarichi lo stomaco con quella successiva. Sarà il pediatra a fornire indicazioni sugli orari dell’allattamento, in base alle specifiche esigenze del bebé. Una volta scelto il latte giusto, è importante seguire alcune regole per conservarlo sempre nelle migliori condizioni igieniche:

  • Controllare sempre la data di scadenza al momento dell’acquisto di una confezione e non comprare scatole danneggiate o aperte.
  • Quando si prepara il latte, seguire con attenzione le indicazioni di preparazione sulla confezione. Se sono diverse da quelle che ha fornito il pediatra, non esitare a chiamarlo.
  • Tenere le confezioni ben chiuse, lontane dall’umidità e da fonti di calore.
  • Non aggiungere zucchero o altro al latte, senza aver prima chiesto il parere al pediatra.
  • Non cambiare marca di latte di propria iniziativa, ma chiedere sempre prima al pediatra.

 

Giorgia Andretti

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