
L’allattamento a richiesta, il cambio dei pannolini e le passeggiate. Al rientro in casa le cose da fare sono davvero tante. I nostri consigli per organizzare al meglio il tempo.
Il bebè è appena arrivato a casa. È un momento magico … e anche un po’ drammatico. Chi avrebbe detto che un esserino così piccolo, non visibile fino a qualche giorno prima, avrebbe monopolizzato un’intera famiglia, scombinando ritmi, orari e abitudini? La preoccupazione per non sapere cosa fare è una reazione normale nei papà e nelle mamme, soprattutto per il primo bambino. Il pensiero dominante è di non avere tempo per null’altro se non prendersi cura del neonato. Pochi, semplici consigli possono aiutare a entrare al meglio nella nuova dimensione di famiglia “a tre”.
I … segreti dell’allattamento
Il latte materno è perfetto, alla temperatura giusta, del tutto sicuro. Per renderlo ancora più gradito al piccolo, è bene seguire un’alimentazione sana e variata, bevendo molti liquidi, evitando i cibi piccanti ed eliminando caffè, cioccolato, pomodori, alcolici e fumo. È anche importante un’accurata igiene del seno: dopo ogni poppata, si devono lavare i capezzoli con acqua tiepida. Il seno va offerto al bimbo ogni volta che lo richiede, il latte materno è nutriente e perfettamente assimilabile, quindi non occorrono intervalli prefissati per dare tempo al bambino di digerirlo. I latti di formula, in polvere o liquidi, attualmente in commercio sono ottimi ed adatti alle esigenze di crescita del bambino. In questo caso sarà il pediatra che consiglierà il tipo più adatto e indicherà le quantità giuste da somministrare di giorno in giorno, per fare un esempio, 40 grammi circa a quattro giorni, 70 grammi circa a una settimana, 120 grammi a un mese. Per la preparazione, si possono seguire le istruzioni riportate sulla confezione. Con l’alimentazione al biberon gli intervalli di tempo tra una poppata e l’altra sono fissi, lasciando passare almeno tre ore tra una poppata e l’altra. Nei primi giorni, è del tutto normale che il bambino si svegli durante la notte per essere nutrito: succede perché il suo stomaco è molto piccolo e non riesce a contenere che pochi grammi di latte. Per l’allattamento con latte di formula occorrono almeno tre biberon e tre o quattro tettarelle con foro piccolo, adatte ai neonati. Prima di ogni uso, il tutto deve essere sterilizzato accuratamente con il metodo tradizionale della bollitura, oppure a freddo, con le apposite pastiglie da sciogliere in acqua fredda: in mezz’ora biberon e tettarelle sono sterilizzati, senza pericolo di ustioni.
Le regole del sonno tranquillo
Nelle prime settimane di vita, il bebè dorme quasi 20 ore su 24. È quindi importante preparargli un ambiente sicuro e confortevole dove possa riposare tranquillo. La stanza dovrebbe essere in penombra, lontana da rumori, con una temperatura che non deve superare i 18-20 gradi e un’umidità che si aggiri attorno al 60 per cento. È dimostrato che dormire in una stanza dove fa troppo caldo espone maggiormente al pericolo della Sids, la sindrome della morte improvvisa del lattante. Il piccolo va posto a dormire a pancia in su e il lettino dovrebbe essere sistemato lontano da fonti di calore. Se il termosifone della cameretta scalda troppo, può tranquillamente essere spento. Una tutina di medio spessore e una copertina di lana sono sufficienti per un riposo sereno.
Pannolini, meglio fare scorta
Nei primi mesi di vita i neonati consumano anche otto o dieci pannolini al giorno, quindi è bene averne in casa una buona scorta da subito. Quelli che vanno bene per i piccolissimi sono nei formati 2-5 kg o 3-6 kg. Il piccolo va cambiato prima di ogni poppata: se si sente asciutto e pulito è più rilassato mentre succhia, quindi si alimenta meglio e ingerisce meno aria. Può comunque capitare che si sporchi durante la poppata. In questo caso, va cambiato anche dopo, a meno che non si addormenti e non manifesti fastidio per il contatto con la popò. Se, al contrario, si sveglia piangendo, allora è il caso di cambiarlo. Una volta eliminato il pannolino con le apposite salviette usa e getta si elimina il più grosso. A questo punto si lava il sederino del bambino con acqua tiepida e sapone neutro avendo cura di sciacquare bene. I maschietti vanno puliti dal sederino in su, le femminucce dalla vagina verso la zona anale, per evitare che eventuali germi arrivino alla zona genitale. Infine è bene applicare uno strato di pasta all’ossido di zinco, per prevenire le irritazioni.
Igiene delicata senz’acqua
Il bagnetto va rimandato fino a quando il moncone del cordone ombelicale non sia caduto lasciando la cicatrice perfettamente asciutta. Prima di allora, l’acqua calda potrebbe favorire la macerazione della parte e ritardarne la guarigione e diventando un veicolo di germi in altre parti del corpo del piccolo. Non per questo si deve rinunciare a tenere pulito il bebè. Per il corpo, si possono usare batuffoli di ovatta imbevuti di latte detergente: vanno passati su tutto il corpo, insistendo sotto le ascelle, nel collo, tra le pieghe della pelle. Quindi si asciuga con una salvietta morbida e si riveste il bambino con indumenti puliti. Occhi e orecchie possono essere puliti con una garza sterile imbevuta di soluzione fisiologica. La garza va passata dalla parte interna di un occhio verso l’esterno, quindi si cambia garza e si ripeti con l’altro occhio. Le orecchie vanno pulite solo esternamente, per evitare di spingere in fondo il cerume. Per aiutare il nasino a liberarsi, si può provare umidificare di più la stanza: il nasino si libererà spontaneamente. Se il piccolo è raffreddato, una goccia di soluzione fisiologica in ciascuna narice lo aiuterà a respirare meglio.
La passeggiata quotidiana
Se il bimbo sta bene e le condizioni climatiche lo permettono, è possibile andare a spasso anche il giorno dopo la dimissione dall’ospedale. Si può iniziare con un quarto d’ora aumentando via via la permanenza all’aria aperta anche fino a un’ora, quando il bimbo avrà qualche settimana. Le uscite vanno stabilite in base al clima e al periodo dell’anno: nelle mezze stagioni, si può uscire verso metà mattinata, oppure nel primo pomeriggio. In inverno è bene privilegiare le ore centrali della giornata (dalle 11 alle 14 circa), mentre nel periodo estivo è consigliabile uscire al mattino presto e verso sera. I posti migliori per uscire con la carrozzina o il marsupio sono le strade poco trafficate, meglio ancora lungo un viale tranquillo e alberato, un piccolo parco, un giardino interno. Anche un balcone soleggiato va bene, purché il piccolo abbia la sua dose di aria fresca e di luce quotidiana. La pioggia non costituisce un pericolo: se ben protetto dal telo impermeabile, il bimbo può uscire senza problemi. Attenzione però al vento, che può favorire la comparsa di otite. Se c’è troppa aria, o si rinuncia alla passeggiata, oppure si coprono bene le orecchie del piccolo con una cuffia.
Sahalima Giovannini