Diverse cause e fattori possono contribuire a un aumento degli incidenti mortali nei fiumi, laghi, piscine e mare. Proprio per questa multifattorialità delle responsabilità è necessario avere la massima conoscenza dei luoghi in cui ci si vuole immergere in acqua, oltre ad avere una reale conoscenza delle proprie individuali capacità di performance psico-fisica. Quando si portano i bambini in spiaggia, la loro sicurezza è fondamentale, per questo è necessario scegliere la spiaggia giusta che dovrebbe essere sabbiosa, con una leggera pendenza nell’acqua e senza rocce o correnti difficili, la stessa regola vale per i laghi e soprattutto per i fiumi dove la corrente può essere imprevedibile. In piscina, dove tutto sembrerebbe essere più sicuro, non distoglie mai lo sguardo dai bambini, neanche se non sono in acqua, una caduta accidentale da bordo piscina può rivelarsi drammatica.
Uno sguardo ai fattori concausa degli annegamenti
- Mancanza di sorveglianza – la principale causa di annegamento tra i bambini, è la mancanza di adeguata sorveglianza da parte di adulti. Anche pochi secondi di distrazione possono essere fatali;
- Sopravvalutazione delle proprie capacità natatorie – molte persone adulte tendono a sopravvalutare le proprie capacità di nuoto e si avventurano in acque profonde o in condizioni per loro pericolose;
- Condizioni dell’acqua – le correnti forti, i flussi d’acqua rapidi e fondali irregolari possono sorprendere anche i nuotatori esperti. In mare, ad esempio, le correnti di risacca possono trascinare rapidamente una persona al largo;
- Assenza di sicurezza – fiumi, laghi e spiagge libere non hanno bagnini o sono poco sorvegliati. La presenza di bagnini addestrati può ridurre significativamente il rischio di annegamento;
- Consumo di alcol e sostanze – il consumo di alcol o droghe può ridurre la capacità di prendere decisioni sicure e aumentare il rischio di incidenti in acqua. L’alcol può anche ridurre la capacità di nuotare e la resistenza;
- Utilizzo inadeguato dei dispositivi di sicurezza – l’assenza di giubbotti di salvataggio o altri dispositivi di galleggiamento, specialmente durante le attività acquatiche come il canottaggio aumenta il rischio di annegamento;
- Scarsa educazione e consapevolezza – la mancanza di educazione sulla sicurezza acquatica è un fattore importante. Molte persone non sono consapevoli dei pericoli presenti in determinati ambienti acquatici e non sanno come affrontare situazioni di emergenza;
- Condizioni meteorologiche avverse – il maltempo, compresi temporali improvvisi e mare agitato, può creare condizioni pericolose per la balneazione.
Per ridurre il rischio di annegamento, ecco alcuni suggerimenti
La prevenzione e la consapevolezza sono la chiave per ridurre gli incidenti e garantire che le attività acquatiche rimangano un’esperienza sicura e piacevole per tutti.
- Gli adulti devono sorvegliare costantemente i bambini quando sono in acqua e non dare mai nulla per scontato.
- Nuotare sempre in gruppi o in coppia, è più sicuro rispetto a nuotare da soli;
- Rispettare sempre i segnali di pericolo e non darli mai per superflui soprattutto i cartelli di avviso e alle indicazioni sui balneari;
- Non bere alcolici prima o durante le attività acquatiche;
- Educazione alla sicurezza in acqua con corsi di nuoto e di sicurezza in acqua, e insegnare questi principi ai bambini;
- Indossare sempre giubbotti di salvataggio appropriati per le attività acquatiche.
Rossi Lina
Sostieni Guidagenitori.it
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.