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In mostra le parole dell’universo

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Cieli stellati, docce cosmiche e buchi neri: sono le tappe di un fantastico viaggio tra i misteri dello spazio proposto, fino al 14 febbraio, dal Palazzo delle Esposizioni di Roma.

È di scena l’universo e i suoi misteri al Palazzo delle Esposizioni di Roma, in una mostra realizzata, sotto la direzione scientifica del fisico Roberto Battiston, dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e dall’Agenzia Spaziale Italiana. Un appuntamento con il fascino delle stelle, con l’infinitamente piccolo, con l’invisibile reso visibile che affascinerà grandi e bambini e tutti coloro che sognano lo spazio e si lasciano ammaliare dal cielo stellato; un percorso che racconta la scienza e i grandi esperimenti degli uomini che oggi studiano l’universo. Non si può infatti rimanere indifferenti ad Astri e particelle. Le parole dell’universo, questo il titolo della mostra che il PalaExpo capitolino ospiterà fino al prossimo 14 febbraio e che rappresenta un percorso inedito, “appositamente studiato – ha spiegato Enrico Saggese, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – per conquistare i giovani e aiutarli a scoprire il fascino della scienza”

La mostra immerge lo spettatore in una atmosfera rarefatta, grazie agli effetti speciali a due e tre dimensioni. Farà impazzire i bambini (e non solo) il sorprendente effetto della “doccia cosmica” fatta di fasci impercettibili di particelle che attraversano ogni secondo il nostro corpo. Si tratta di una doccia di particelle cosmiche penetranti, dotate di massa, ossia elettroni, protoni che il nostro occhio non riesce a percepire. Per chi abbia poi voglia di perdere per un momento il contatto con la realtà, può lasciarsi trasportare nel viaggio “iperuranico”: bisogna seguire la traccia del neutrino, catturata dal rilevatore Icarus, per scoprire l’universo e capire quanto poco lo conosciamo.

Dimensioni che Galileo, quattro secoli fa, quando puntava per la prima volta verso il cielo il suo cannocchiale, non poteva nemmeno immaginare: paesaggi fatti di galassie, esplosioni di stelle, buchi neri che risucchiano la materia. E non c’è solo lo spazio. L’esposizione guida inoltre alla scoperta delle viscere della terra e sarà possibile vedere gli strumenti scientifici costruiti dai ricercatori italiani, come telescopi o rilevatori di radiazione cosmica, ospitati negli ambienti più estremi del pianeta per decifrare e interpretare le parole dell’universo: la luce e le particelle elementari che ininterrottamente ci raggiungono, l’eco di eventi remoti, avvenuti a distanze e tempi inimmaginabili. Durante il percorso dell’esposizione ci si troverà coinvolti nel lavoro degli scienziati che ascoltano e interpretano i messaggi del cosmo per misurare le dimensioni e l’età dell’universo e studiare la sua composizione, per immaginare come si evolverà o risalire indietro nel tempo fino ai primi istanti della sua vita, ricreandoli, addirittura, in laboratorio. Un viaggio originale che permetterà di comprendere i misteri che la scienza sta cercando ancora di svelare e di scoprire le grandi sfide scientifiche che vedono impegnati i ricercatori di tutto il mondo.

In Rete
Il Palazzo delle Esposizioni di Roma

 

Marina Zenobio

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