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La volpe e il boscaiolo

Grazie al taglialegna la volpe riuscì a sfuggire ai cacciatori, ma il pericolo non era ancora scampato

C’era una volpe così buona che non dava noia a nessun pollaio. Un giorno fu inseguita dai cacciatori. Corri e corri, riuscì a distanziare gli inseguitori. Poi si imbattè in un taglialegna che, scongiurato dalla bestia, indicò una catasta di tronchi sotto i quali la volpe avrebbe potuto nascondersi. Arrivarono i cacciatori e il boscaiolo disse loro di non aver visto nessuna volpe. Ma, nello stesso tempo, fece loro dei gesti per indicare dove la bestia si nascondeva.

Per fortuna gli uomini non capirono e si allontanarono dicendo :”Se per caso la vedi, catturala perché la sua pelle vale molto”.

La volpe intanto, da una fessura tra i tronchi, aveva visto tutta la scena e capito le vere intenzioni del suo falso salvatore.

Uscì dal nascondiglio e, senza dire una parola, si avviò verso il folto bosco.
“Non mi dici nemmeno grazie?” domandò il taglialegna offeso. “No. Tu sei peggio di un traditore” rispose la volpe.

“Fingevi di salvarmi, ma cercavi di mettere i cacciatori sulle mie tracce. Lo facevi soltanto per malvagità, perché nessun guadagno ti sarebbe venuto dalla mia cattura. Non si può essere grati a chi ha i gesti opposti alle parole.”

Il taglialegna diventò furibondo.

“Ah, si?” gridò con la voce strozzata dall’ira. “Ora ti farò vedere io. Ti insegnerò a ringraziare come si deve.”
La volpe si soffermò incuriosita, ma attenta ai gesti dell’uomo per mettersi in salvo al momento giusto.

“Ecco…prendi questa e impara, se ne avrai tempo prima di morire” e scagliò la sua accetta contro la bestia.

Ma la volpe, velocissima e furba, schivò il colpo e fuggì via.

 

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