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L‘orso e le api

Bruno un orso sonnambulo smette di rubare il miele dopo uno scherzo dell’Ape Regina

Bruno, un grosso orso, era sonnambulo. La sera si addormentava appollaiato in fondo alla sua tana, ma poi mentre dormiva improvvisamente si alzava e se ne andava nel bosco con gli occhi chiusi e le braccia tese in avanti. Le sue passeggiate notturne lo conducevano sempre allo stesso posto: gli alveari delle api. Ogni sera Bruno ci infilava la sua grossa zampa, disturbava le piccole apine che dormivano, compresa l’ape regina e rubava loro il miele. Poi tornava nella sua tana e al mattina quando si svegliava non si ricordava di niente: aveva soltanto la pancia un po’ troppo piena e non aveva appetito. Una notte l’Ape Regina mandò le sue guardie a sorvegliare l’orso. Dopo diverso tempo le guardie stavano per addormentarsi, quando improvvisamente videro Bruno alzarsi e uscire dalla tana. Provarono a chiamarlo, ma l’orso non rispose, e continuò a dormire e a camminare. Le guardie allora andarono ad avvertire la Regina. Una volta avvisata dell’accaduto, l’Ape Regina decise di fare uno scherzo a Bruno e dai guardaboschi fece spostare gli alveari 500 metri più lontano. Quando l’orso arrivò, come ogni notte tese le zampe per prendere il miele, ma quella notte non trovò niente. Le api nel frattempo, guardando la scena da lontano, si divertivano tantissimo.
Ad un tratto, agitando le mani nell’aria, Bruno si sbilanciò, cadde sul suo grosso sedere e si svegliò. “Che ci faccio io qui?” Esclamò stropicciandosi gli occhi. Le api allora cominciarono a volare intorno all’orso dicendogli “Sei caduto dal letto e sei rotolato fin qui. Ora torna a dormire. Ti accompagniamo noi.”. La mattina dopo l’orso Bruno si svegliò affamato, uscì dalla tana e si mise a cercare il cibo, ma aveva così poco l’abitudine di cercarselo, che non trovò niente per fare colazione. Rientrò a casa più affamato di prima, stanco e scoraggiato.

La notte non andò sonnambulo dalle api, e queste allora si domandarono il perché della sua assenza decisero di andare a fargli visita e lo trovarono in un angolo e sconsolato. “Bruno che fai? Non dormi?” gli domandarono le api. “No, disse lui, rifletto. Prima mi svegliavo in piena forma mentre ora sono magro e stanco e ho un grande buco nello stomaco”. E iniziò a piangere, fino a quando stanco non si addormentò. Le api allora si commossero e corsero dall’Ape Regina per raccontare quello che avevano visto. La Regina ne fu addolorata e domandò alle sue operaie di preparare per l’orso una scodella piena di miele.

Come sua abitudine Bruno nel mezzo della notte si alzò e uscì dalla tana diretto nel bosco. Quando arrivò nel posto dove prima c’erano gli alveari, iniziò a muovere le sue zampe e inzuppò per caso la zampa nella scodella di miele che le avevano preparato le api. Affamato vi si gettò sopra golosamente e la finì in un battibaleno. Mentre gustava il buonissimo miele aprì un occhio e si accorse che le api erano lì, ma fece finta di continuare a dormire e una volta finito di mangiare se ne tornò alla tana tutto contento al pensiero che le api si prendessero cura di lui. La mattina seguente si svegliò in piena forma e decise di uscire. Raccolse molta frutta e ne offrì un paniere alle api. L’Ape Regina accettò il suo regalo con gioia e in cambio gli fece portare ogni mattina una piccola scodella di miele delle sue api.
Così con la pancia piena l’orso dormiva tranquillamente, le sue passeggiate notturne finirono e la sua amicizia con le api proseguiva felicemente.

 

Domizia Luzzi

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