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L’orangutango prepotente

La più piccola delle scimmie escogita un piano per fermare i dispetti di un peloso abitante della giungla

C’era una volta nella foresta un orangutango grosso e prepotente. Rubava tutto agli animali più piccoli, specialmente alle scimmie. Quando queste stavano per mangiare una banana arrivava l’orangutango e –zaff– la arraffava. Le scimmie non sapevano più che fare, erano disperate. Allora organizzarono una riunione sul grande baobab, un albero tipico dell’Africa.

La più vecchia e saggia delle scimmie, con una barbetta bianca, disse: “Dobbiamo assolutamente fare qualcosa. Qui ci vuole un’idea”. Dopo tanto silenzio finalmente si sentì una vocina piccina piccina: “Io ho un’idea”. “Chi ha parlato?” chiese la scimmia dalla barbetta bianca. Quando si fece avanti la più piccina delle scimmie le altre furono incredule, ma incoraggiata dalla scimmia con la barbetta bianca la scimmietta spiegò: “Se i nostri amici castori ci volessero aiutare, potrebbero rosicchiare i rami di quest’albero, non troppo però, quanto basta perché si spezzino sotto il peso dell’orangutango. Noi potremo camminarci sopra senza pericolo perché siamo più leggere. Saremo così finalmente al sicuro per mangiare le nostre banane”. “E’ un’idea geniale!” concordarono le altre scimmie. “Andiamo subito a cercare i castori”.

Via veloci, saltando da un ramo all’altro, arrivarono al fiume dove i castori erano intenti a costruire una diga. “Castori! Castori! Abbiamo bisogno di voi. L’orangutango non ci lascia più in pace, è prepotente e ci ruba le banane”, poi la scimmietta spiegò la sua idea. “Certo che vi aiutiamo!” dissero i castori e si avviarono tutti verso il grande baobab.

Ma i castori non sapevano salire sugli alberi. Come potevano fare? Sembrava che non ci fosse soluzione, quando si sentì la solita vocina piccina piccina. “Occorre che un castoro prenda una liana da un capo, mentre tre scimmie, che insieme pesano più del castoro, salgano sull’albero e preso l’altro capo –swwiscc– si calino dall’altra parte del ramo, così il castoro –swwiscc– venne issato sul ramo”. “Bravissima! Ancora un’idea geniale.” E così, uno per volta, i castori vennero catapultati sul baobab e ognuno iniziò a rosicchiare un ramo. Quando ebbero rosicchiato a sufficienza furono calati giù dall’albero con lo stesso sistema, ma stavolta con solo due scimmie dall’altro capo della liana. Le scimmie li ringraziarono molto ed i castori se ne ritornarono al fiume.

Intanto l’orangutango, che cercava le scimmie per far loro dispetti, le vide sul baobab che tranquille mangiavano banane. “Ah-haa, eccovi là, quante buone banane che mi papperò”. Ma appena si aggrappò ad un ramo del baobab, –cracrack–badabummete– precipitò giù per terra. Si rialzò talmente malconcio che le scimmie non lo videro mai più da quelle parti e la loro vita diventò felice e spensierata grazie all’ingegno della scimmietta.

 

Giuseppe Colucci

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