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Il topo che salva il gatto

A volte anche due nemici storici come questi animali possono fare amicizia e diventare complici

Il topolino era veramente arrabbiato: i padroni di casa avevano appena preso un grosso gatto dal pelo grigio e bianco che, fin dal suo arrivo, l’aveva riconosciuto con il suo acutissimo fiuto e che spesso infilava la zampa e gli artigli nella sua tana dietro l’armadio per cercare di acciuffarlo.
Il topolino era abituato a fare le provviste quando i padroni di casa uscivano, ma ora che in casa c’era il gatto non sapeva come fare per procurarsi da mangiare.

Dopo una settimana, non potendo resistere di più ai morsi della fame, una notte mentre il gattone dormiva placido nella sua cesta, il povero topolino decise di uscire dalla sua tana in cerca di cibo. Prima tirò fuori la testa, scrutando da ogni lato; poi il corpo intero.
Si fece coraggio e piano piano trotterellò fino alla credenza nella quale si trovava il formaggio di cui andava matto, ma improvvisamente fu placcato al suolo da una zampata! “ Che aspetti a farla finita” iniziò a balbettare impaurito al gatto “Tanto o morirò di fame o sotto i tuoi artigli: alla fine è lo stesso per me…”. A quelle parole il gatto, spinto da chissà quale atto di bontà e generosità, ritirò gli artigli e disse: “Per questa volta ti salvo la vita. Prenditi tutto il formaggio che vuoi e torna nella tua tana!”.

Dopo qualche giorno mentre era nella sua tana, il topolino sentì dei lamenti e affacciatosi dalla sua tana vide sulle piastrelle del pavimento, il gatto che si rotola, gemendo, in preda al dolore. “Ho…ho mangiato qualcosa…di avvelenato” cercò di spiegare al topolino “Ti prego, aiutami…”.
Senza esitare, il topo uscì dalla sua tana, andò verso la scodella del gatto e con grande fatica la rovesciò: “Bevi! Bevi! Il latte è un ottimo antidoto” disse.
Il gattone si sforzò di bere e in un istante vomitò. “Bevine ancora” insistette il topolino, “più che puoi”. Intanto ne approfittava per fare “la spesa” indisturbato.

La notte, quando si sentì meglio, il gatto andò fuori dalla tana del topo e disse “Sappi che ormai non hai più nulla da temere da me. Mi hai salvato la vita e io questo non lo scorderò mai. Senza il tuo intervento non sarei più a questo mondo e ci tengo a ringraziarti di tutto cuore. E per dimostrarti la mia sincerità, ti dico che a partire da questo momento, amico mio, sei libero di andare e venire per tutta la casa. Io non ti farò mai del male.”
Da quel giorno i due divennero amici: il gattone non tentò mai più di aggredire il topolino e la notte, quando udiva dei cassettini felpati, apriva un occhio e gli sussurrava: “Buona spesa e buonanotte!”.

 

Domizia Luzzi

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