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Il puledro capriccioso

Il puledrino era stanco di vivere nello stesso posto fu così che partì col padre verso una nuova terra

C’era una volta un puledrino che viveva con suo padre, un bel cavallo, in un cantuccio delizioso dove vi erano praterie fiorite, limpidi corsi d’acqua e boschetti ombrosi. Nessuno li disturbava: erano soli e felici.

Il puledro correva tutto il giorno, si riempiva la pancia di lupinella, si buttava a guazzare nell’acqua, galoppava senza meta, si rotolava nell’erba rugiadosa. Ma un bel giorno dichiarò al padre che era stanco di quella vita.

“Figlio mio, che cosa vuoi?”

“Voglio vedere luoghi nuovi: tutto qui è vecchio, l’acqua è putrida, l’erba amara, l’aria malsana. Se non me ne vado, muoio.”

“Hai ragione” rispose il cavallo “si tratta della tua salute, quindi partiamo.”
Padre e figlio si misero in cammino: il puledro, pazzo di gioia, lo precedeva con balzi e brevi galoppate. Arrivarono così su un monte arido, senza un filo d’erba e un ruscello.

“Mangeremo domani” disse il puledro.

Ma l’indomani nonostante camminassero ancora, nulla cambiò , anzi la fame si fece sentire più acuta e il puledro dovette rassegnarsi a masticare alcune radici dure e amare.

Allora il cavallo, per un viottolo che lui conosceva, ricondusse il figliolo alla prateria nativa.

“Questo luogo ti piace?”

“E’ meraviglioso” esclamò il puledrino. “Qui vi sono ruscelli, erba rugiadosa, lupinella, fiori a profusione.”

“E’ il prato dove sei nato” rispose il cavallo “ora ti sembra ancora più bello perché hai provato luoghi aridi e inospitali. Accontentati sempre di ciò che hai, figlio mio, e sarai felice.”

 

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