Omofobia: vietato raccontare favole di Re e Regine in classe

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Omofobia: vietato raccontare favole di Re e Regine in classe

Incredibile ma vero: sono stati recapitati agli insegnati delle scuole pubbliche di ogni ordine grado dei libri con le indicazioni di astenersi dal raccontare fiabe o racconti che facciano avere come unica prospettiva rapporti eterosessuali

Ebbene si, è proprio così, avete letto bene, tra le istruzioni agli insegnati viene consigliato caldamente di non parlare più di rapporti che in qualche modo facciano pensare solo a coppie etero. Quindi niente più  Biancaneve svegliata dal bacio del principe azzurro o di Jasmine ed Aladino alla fine sposi o ancora di Ariel ed Eric  finalmente liberi di camminare insieme sulla terra. E, neanche più leggere la storia medioevale appassionata di Tristano ed Isotta o l’opera di Shakespeare più conosciuta al mondo: Giulietta e Romeo ma, neppure più studiare le rime di Dante racchiuse nel suo Vita Nova dove racconta il suo amore per Beatrice.

E…non finisce qui, le  indicazioni continuano con un suggerimento ulteriore, nel formulare problemi di calcolo non proferire più:  Pippo è andato a comprare il gelato con la mamma ed il papà ed ha pagato con 10 euro il gelato che costava 1 euro, quanto avrà di resto?  Ora bisogna proporre il problema con queste parole: Pippo è andato a comprare il gelato con le sue due mamme oppure con i suoi due papà ed ha pagato con 10 euro il gelato che costava 1 euro, quanto avrà di resto?

A sostenere questo nuovo modo di fare didattica per un rinnovamento sociale che si rispetti è l’UNAR –  Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali,  ufficio  alle dipendenze del Dipartimento delle Pari Opportunità. Questa linea di pensiero dovrebbe avere come effetto finale evitare che accadano ulteriori comportamenti di bullismo ai danni di ragazzi gay.

Il mio pensiero in questo momento sta andando alla povera docente di religione … come farà a proporre la storia di Maria e Giuseppe o quella ancora più struggente raccontata nel primo libro della Bibbia: la Genesi  in cui si parla dell’amore di Sara ed Abramo. E’ dalla loro coppia che ha inizio la discendenza che darà seguito alla promessa iniziale di Dio. Sarà davvero dura per lei!

Ma, non sarebbe stato più semplice rivedere il programma dell’insegnamento delle materie scientifiche? Perché non proporre all’interno di questo corso, e fin dalle elementari, lo studio del codice genetico e quindi il DNA con le sue regole e con le sue eccezioni? E’ bene che i ragazzi sappiano da subito che il DNA esprime  dei caratteri che non sempre sono quelli evidenti alla luce del giorno, noi medici parliamo di effetti genotipici e  fenotipici. Ci sono infatti dei caratteri che pur se espressi nei geni, questi possono esprimersi a livello psichico interno e, di conseguenza, all’esterno in modo alternativo. E’ il caso dei capelli ricci, se geneticamente io ho i capelli ricci ma detesto vedermi allo specchio con una montagna di capelli, posso avere delle soluzioni alternative: posso mettere una parrucca ma posso anche fare lo stiraggio chimico dei capelli. Se sono una donna attratta emotivamente e fisicamente dall’odore e dalla sensibilità di un’altra donna, non è detto che il mio DNA debba obbligarmi ad avere un rapporto emotivo e sessuale con un uomo, posso trovare comunque una via alternativa …. trovare una  compagna con la mia stessa sensibilità. La stessa identica cosa vale per un ragazzo, se pur avendo nel suo DNA il tratto maschile XY, può provare un senso di avversione verso il corpo femminile o solo verso alcuni attributi della femminilità come ad esempio il seno. Il ragazzo di cui parliamo è attratto e riesce a godere della vicinanza di un suo coetaneo, deve per questo essere considerato un diverso da beffeggiare ed isolarlo dal mondo?

E’ tanto difficile chiedere al MIUR di modificare questo tipo di insegnamento e lasciare inalterato lo studio della letteratura, della Bibbia e delle favole così care ai bambini?

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4 Comments

  1. gioandi ha detto:

    Io non ho parole…. in nome di un presunto “politically correct” si impoveriscono le nuove generazioni. Il bullismo verso i gay parte dalle famiglie, non dalla favola di Cenerentola

  2. gioandi ha detto:

    Per fortuna il progetto è stato già sconfessato perchè non era autorizzato… e meno male….

  3. sissi2 ha detto:

    Non capisco perchè non raccontare più le belle storia d’amore tra un uomo e una donna. Forse è meglio che i ragazzi capiscano che non devono più aggredire i ragazzi gay perchè loro sono così e basta. Io sono fortemente credente e studiosa della parola di Geova credo però che questi ragazzi vanno compresi e non accusati. mettiamo i ragazzi in grado di capire come stanno le cose.

  4. saki ha detto:

    Sono pienamente d’accordo, le fiabe devono continuare ad esistere, i bambini se no come vivrebbero? e i bambini devono capire!
    che mondo sarebbe senza le principesse e principi azzurri, la mia mamma mi ha insegnato a vivere anche così leggendo fiabe e facendomi crescere con tanta fantasia! QUINDI SONO IO SONO CON TE