I numeri evidenziati non lasciano spazio all’immaginazione, rappresentano un dato reale, ovvero, una persona su tre è convinto che avere rapporti sessuali con minori sia possibile senza alcun problema morale. Uno su tre vuol dire davvero che il vicino della porta accanto può essere una delle persone che hanno risposto positivamente al sondaggio. C’è da rabbrividire all’idea!
E, non è finita qui, il 10% di queste persone è convinta di poter scaricare la colpa di ciò sugli stessi adolescenti, sostenendo che la responsabilità del contatto iniziale parte proprio dai ragazzi e l’81% degli ignari pedofili trova il contatto attraverso la rete. Il numero del campione intervistato è stato abbastanza ampio – 1.001 rendendo quindi attendibile il risultato ottenuto.
Tra le motivazioni sul perché dell’uso della rete nel cercare i contatti, il 37% sostiene che sia il vuoto affettivo a motivare la ricerca e lo stare con un proprio profilo sui social network è l’equivalente di passeggiare nel viale principale della città in cerca di contatti reali. Certo, dovevamo aspettarci questo risultato visto le recenti storie di prostituzione minorile e l’elevato numero di orchi disposti a pagare profumatamente per avere rapporti con minorenni esattamente dell’età delle nostre figlie.
Eppure, l’11 febbraio ricorre il Safer Internet Day 2014, giornata promossa dalla Commissione Europea con lo scopo di sensibilizzare i ragazzi ad usare la rete internet in maniera consapevole al fine di evitare di incorrere in spiacevoli incidenti di percorso.