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Vaccinazioni, politica contro scienza

agosto 6, 2018 7:30 am
Vaccinazioni, politica contro scienza

Da un ministro medico mi sarei aspettata lealtà e rispetto verso i tanti bambini che non possono né contrarre la malattia né ricevere i vaccini a protezione delle malattie infettive

Purtroppo, sono tanti i bambini e adulti che non possono ricevere uno dei tanti vaccini a disposizione a causa della malattia che colpisce il sistema immunitario. Le difficoltà in cui vivono le famiglie con questa problematica in casa poco importano agli attuali governanti. Loro hanno ben altri interessi che proteggere le persone in difficoltà, loro devono aggregare più consensi possibile. La miopia galoppante non permette loro di rendersi conto che rimandare di un anno l’applicazione della legge sull’obbligatorietà delle vaccinazioni per essere ammessi alla frequenza del nido, della materna e della scuola primaria ha un unico significato: ignorare il duro lavoro portato avanti da medici ricercatori per regalare benessere e salute all’umanità.

 

I vaccini non sono veleno

E’ ora si smetterla di gettare benzina sul fuoco, i vaccini non sono pericolosi come sostiene il popolo dei – no vax – o ancora che somministrare i vaccini ha il solo scopo di far arricchire i produttori. L’autismo non ha nessun legame con i vaccini, inoltre, vale la pena ricordare che il vaiolo è una malattia debellata dalla faccia della terra, che non si muore più per la difterite e che l’handicap motorio, reliquato della poliomielite, lo si vede solo in persone ormai avanti con l’età, ovvero quelle colpite dalla malattia prima che un certo dott. Albert Bruce Sabin mettesse a punto il vaccino specifico. I vaccini sono la più grande conquista dell’umanità ed è grazie all’impegno delle case farmaceutiche che la ricerca elabora nuovi farmaci salvavita.

Il Senato ha votato: nessun obbligo vaccinale

La legge Lorenzin di fatto è stata svuotata della conquista più importante: l’obbligo vaccinale per essere ammessi alle scuole dell’infanzia. Aver spostato l’applicazione della legge di un anno – le norme si applicano a decorrere dall’anno scolastico e dal calendario annuale 2019/2020 – è solo un mondo per dare tempo alla politica di partorire una nuova legge. Dobbiamo solo augurarci che non facciano come i politici della Regione Lazio  che hanno chiamato a partorire la legge regionale: l’ Auret, l’associazione che sostiene il legame tra vaccini e autismo; Comilva, Coordinamento Movimento Italiano per la libertà delle Vaccinazioni e il  Corvelva, Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni. Tutti esponenti dei no-vax anziché chiedere sostegno ai colleghi medici delle società scientifiche nazionali e internazionali.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Medico Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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