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Quando i bambini difendono i bambini

Non posso che trovarmi d’accordo con l’utilizzo dell’immagine di un bambino per veicolare un messaggio a sfondo sociale. Sto parlando del manifesto che è stato affisso nelle maggiori strade cittadine e negli stabilimenti balneari di Forte dei Marmi voluto dal sindaco Umberto Buratti con questo slogan: “Ogni borsa falsa nasconde una sofferenza. Rifiuta la sofferenza, rifiuta i falsi.” L’immagine è quella di un ragazzino al lavoro dietro la macchina da cucire.
Purtroppo il mercato dei falsi è sempre più rigoglioso e troppo spesso ci lasciamo tentare dal costo stracciato del bauletto a marchio francese o dalla tracollina dalle doppie G senza porci troppo domande. Anzi, l’unica riflessione che viene spesso ascoltata dagli acquirenti è: “è proprio ben fatta e per soli 50€ ne vale la pena”.
Certo, ne vale proprio la pena! Ben venga quindi il manifesto, anche se a molti è apparso eccessivo, è un riflettore puntato su una piaga sempre più diffusa anche nel nostro paese: il lavoro minorile. Negli scantinati ben nascosti agli occhi degli ignari acquirenti si consumano i reati di contraffazione, di evasione fiscale ma soprattutto di sfruttamento al lavoro dei bambini e delle donne. Sono certa che leggendo queste righe saranno in molti a chiedersi perché non vengano effettuati controlli a tappeto per evitare che questo giro di malaffare lavorativo cresca indisturbato. Il problema è la catena della contraffazione: è ben radicata ed è il territorio stesso in cui si trova a difendere i posti di lavoro che purtroppo produce.
Proviamo per una volta a non richiedere a gran voce l’intervento delle forze dell’ordine, al contrario, proviamo a non acquistare più i prodotti contraffatti. Le leggi che regolano il mercato ci insegnano: fintanto che ci sarà la domanda, l’offerta prolifererà, allora proviamo a resistere davanti alla borsa griffata a 50€. Quando prendiamo in mano l’oggetto dei nostri desideri e ne annusiamo l’odore che sprigiona, non dimentichiamo che il mixer che ci pervade altro non è che l’odore della pelle si ma è ben infarcito dell’odore del sudore di un bambino intento a seguire la linea della cucitura sulla macchina da cucire. Non dimentichiamolo mai!

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