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Papa Francesco, il Papa venuto dalla fine del mondo

Solo due mesi fa ero in Argentina, qualcuno lo ricorderà sono volata in quella terra lontana, dall’altra parte del mondo, per portare ai bambini poveri ricoverati presso l’Ospedale pediatrico J.L. Garrahan, tutto il nostro cuore pieno d’amore e di conforto. L’ospedale è il più grande centro oncologico di tutto il Sud America.

In quell’occasione ho girato l’Argentina in lungo ed in largo non solo per vedere un mondo nuovo ma soprattutto per capire lo spirito che ha animato in tempi lontani e che tutt’ora anima gli indios, nativi del luogo, e tutti coloro che sono scappati dalla povertà dei paesi europei del dopo guerra. Sono anche andata a visitare le vecchie Mission, le cittadelle fondate dai Gesuiti al confine nord dell’Argentina con il Paraguay. Le Mission erano delle città volute appunto dai Gesuiti per evangelizzare gli indios che vivevano nelle foreste e trasformarli in cittadini europei con delle regole socio-economiche ben precise ed organizzate.

Ecco, il popolo argentino, in parte indios e in gran parte immigrati europei, è un popolo che ha sempre sofferto la povertà, la persecuzione e l’abbandono passando per la dittatura. Solo una persona si è sempre occupata dell’anima degli argentini: l’arcivescovo e poi Cardinale Jorge Mario Bergoglio, da ieri Papa Francesco. Lui, il gesuita porta con se lo spirito dell’assistenza agli ammalati, ai poveri, ai reclusi e soprattutto all’educazione attraverso l’insegnamento nelle scuole per questo edificate.

Papa Francesco ha saputo ascoltare e portare conforto in tutti questi anni agli abitanti delle “villas” le parti più derelitte e povere che sorgono al centro stesso di Buenos Aires e dove migliaia e migliaia di donne, bambini e poverissimi sopravvivono in condizioni terribili. Lui era sempre pronto ad ascoltare, difendere e benedire i poveri, i minimi, i bambini di strada, ninos de la calle. Tutto questo mi è stato raccontato non solo dai colleghi dell’ospedale ma soprattutto dalla stessa gente che ho visitato anche io tra le villas di Buenos Aires, nella sconfinata Patagonia e nelle vecchie aree delle Mission.

Sono certa che il Cardinale Bergoglio saprà ancora ascoltare e capire le esigenze dei poveri, dei derelitti e dei ninos di strada non solo della sua meravigliosa e maltrattata terra ma di ogni parte del mondo. Ora Lui è il Papa di tutti, è Papa Francesco.

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5 Comments

  1. catemotta ha detto:

    Credo che no lo “meriti” nessun altro più lui in questo momento difficile….forza Papa Francesco, hai un grandissimo compito….

  2. sissi2 ha detto:

    Finalmente abbiamo un uomo che conosce bene la vita e tutte le sue sfumature della povertà e sono sicura che farà tutto il necessario per riportare la chieda al suo valore iniziale

  3. lupa9373 ha detto:

    Le sue parole parlano chiaro: “Voglio una Chiesa povera e per i poveri” e ancora “ho scelto il nome Francesco perché San Francesco è il simbolo della povertà e della pace”.
    Non sono molto praticante, ma questo Papa mi piace, mi prende, mi fermo ad ascoltare le sue parole, semplici ma con un profondo significato.
    Sento che è la persona giusta arrivata al momento giusto…. e se così fosse allora è vero che è tutto scritto…

  4. gioandi ha detto:

    Mi è piaciuto da subito questo Papa, speriamo che riesca a restituire alla Chiesa valori più vicini alla gente

  5. Simona ha detto:

    Mi piace molto Papa Francesco, é piacevole fermarsi ad ascoltare le sie parole! Spero che riesca ad avvicinare noi giovani alla religione cattolica