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Mamme che uccidono, di chi è la colpa?

Ogni giorno compaiono informazioni e commenti su media vari a proposito della mamma di Lorys. Fino ad ora mi sono vietata di scrivere qualcosa in proposito per non aggiungere informazioni di cui nessuno ha la certezza di possedere.

Ho deciso solo ora di scrivere il mio pensiero, non tanto sui fatti  accaduti ma per valutare a chi rivolgersi quando una mamma è in difficoltà con proprio figlio senza avere le giuste soluzioni.

Alcuni giornalisti hanno riportato la seguente notizia: il bambino ogni tanto non voleva andare a scuola e forse anche quella mattina si era ripetuta la situazione.   Forse è vero,  forse no, sta di fatto che dalla registrazione dei video  il bimbo rientra in casa  da solo. Con molta probabilità al suo rientro la mamma deve aver ingaggiato una discussione terminata con un’azione non predetermina. Forse le cose sono andate proprio così e la mamma presa da uno stato emotivo ingestibile ha reagito come il suo pensiero logico ha potuto: salvare se stessa per salvare la sua piccola famiglia, pur vivendo quotidianamente con il suo dolore.

Quando una mamma è in difficoltà nel gestire il proprio figlio dovrebbe chiedere aiuto alle persone competenti, in questo modo lo specialista può offrire le strategie giuste per risolvere i conflitti. Viene quindi da chiedersi, perché la mamma non ha mai chiesto aiuto?  Forse per non far ripercorre a suo piccolo ciò che aveva in passato dovuto vivere lei? Sempre da quanto letto a proposito dell’infanzia e adolescenza della mamma, lei stessa è stata una  ragazzina non facile da gestire al punto di essere stata affidata alle cure di uno psicologo senza aver risolto le difficoltà di relazione con la sua stessa madre.  Le difficoltà si sono appianate solo quando, poco più che adolescente decide di andare via di casa per entrare in una nuova famiglia, quella del suo compagno di vita.

Il punto è proprio questo: è la figura dello psicologo in grado di diagnosticare, quindi di indicarne la terapia di una ragazzina, in seguito adolescente, con problemi di controllo della propria aggressività sia verso se stessa sia verso gli altri?  Chissà, forse se la ragazza fosse stata seguita e ben curata a tempo debito da  – chi è abilitato a fare diagnosi e prevedere la terapia sia di tipo psicoterapeutico sia farmacologico, oggi  non continueremo a leggere ed ascoltare i commenti tra i più disparati a proposito  della mamma assassina.

Veronica doveva semplicemente essere presa in carico e ben seguita all’epoca dei suoi primi problemi psichici, purtroppo quando questi ci sono non passano automaticamente, possono soltanto quietarsi  per mesi o anche per anni ma, non ho mai visto in oltre quarantasei anni di carriera psichiatrica nessuno,  e ripeto nessuno, guarire definitivamente dai problemi di questa natura.

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2 Comments

  1. jonatan ha detto:

    Purtroppo solo con queste tragiche notizie si pensa se……………… io penso che come tutte le malattie se prese in tempo e con la giusta cura si può arrivare ad una soluzione anche se non definitiva ma che con molta probabilità in questo caso avrebbe sicuramente evitato il peggio

  2. gioandi ha detto:

    Ma è già sicuro che sia stata lei? E perchè tutto questo viene fuori dopo? Potrebbe essere una depressione post partum mai curata?