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L’ISTAT dice: 1.182.000 genitori senza lavoro

Pubblicata la fotografia degli italiani nel 2014, tanti sono i genitori senza lavoro e di questi 146mila sono monogenitori e ben 128mila sono le mamme che da sole crescono i figli contando solo sul proprio lavoro che… non hanno.

Purtroppo questi sono i numeri dei genitori nel nostro paese che per sbarcare il lunario possono contare solo sui nonni e sulle loro pensioni o su una serie di contributi sociali quando riescono ad averne l’accesso. E tutto questo pur cercando di fare qualsiasi tipo di lavoro.

Non posso che pensare ad un nonno ultrasettantenne che, con la sua pensione e tutta la sua energia, sta aiutando a crescere una nipotina  deliziosissima, la mamma, single da sempre, è dovuta migrare a Londra per mandare le briciole al nonno dopo aver perso anche la casa. Le rate del mutuo non potevano più essere onorate dopo il licenziamento da una prestigiosa banca francese. Oltre a crescere la bimba, nonno Peppe mantiene anche altri nipoti adolescenti la cui mamma, separata è rimasta senza lavoro. Ma di nonni come lui il nostro paese ne è pieno e non solo al Sud come si potrebbe pensare o al centro del nostro bel paese, il nonno di cui conosco personalmente la storia è della provincia di Milano ed è una persona a cui va tutta la mia stima e sostegno per quello che posso fare.

Questa mattina, dopo aver letto i dati  dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica,  la mia rabbia è esplosa in maniera incontenibile soprattutto dopo aver visto l’inchiesta di Report  di ieri sera a proposito degli sponsor di EXPO’ 2015.  Ho ascoltato cose che non avrei mai voluto ascoltare a proposito delle cifre messe a budget, e già spese, per sponsorizzare la grande kermesse alimentare. La nota casa di produzione delle bibite con le bollicine, quelle in cui in ogni bicchiere sono contenuti oltre otto e dico…  otto cucchiaini di zucchero, ha speso ben 10 MILIONI DI EURO per essere uno degli sponsor di EXPO’ 2015. Ma, non avrebbe guadagnato più visibilità e onore se avesse destinato anche solo il 10%  di quell’enorme cifra a sponsorizzare tante piccole realtà, che sono poi in Italia quelle che creano più posti di lavoro? Non ci dimentichiamo che nel nostro paese sono i piccoli imprenditori a mandare avanti le famiglie con enorme sforzo personale. E, non hanno speso certo di meno gli altri main sponsor  e mi riferisco anche a quelli extra alimentari  per non parlare poi di quelli della filiera dei dolci e del fast food ben conosciuti per  commercializzare il cibo decisamente meno salubre per l’alimentazione dei bambini, gli adulti di  domani.

Sicuramente sono uscita fuori dal tema originario, quello dell’esercito dei genitori senza lavoro. Tutti siamo coscienti che deve essere creato lavoro ma come è possibile fare tutto questo se coloro che hanno il portafoglio pieno di denaro  da spendere lo  destinano solo alle grandi realtà, ignorando di fatto la struttura sociale del nostro paese composto micro imprese.

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