La contestazione è corretta ma deve essere appropriata

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La contestazione è corretta ma deve essere appropriata

Le regole del gioco della vita vanno insegnate fin da subito e vanno insegnate con il –NO –ben spiegato affinché sia compreso il senso di quel – NO – che può essere doloroso per il bambino che lo riceve.

Un libro famoso, uscito qualche anno fa, intitolava proprio così: I no che aiutano a crescere. La prima contestazione dei bambini ha inizio proprio dai primi NO ricevuti, e se quei no non  sono ben illustrati, ha inizio la prima forma di contestazione.  Vista in questo contesto, la contestazione deve essere rispettata, ovvero, i bambini e quindi i nostri figli vanno ascoltati, vanno ascoltate le loro motivazioni a proposito del nostro diniego, vanno ascoltate le loro idee. Dall’ascolto attento forse potremmo anche renderci conto che il nostro NO  potrebbe essere limato ed arrivare ad un concordato, chissà forse si potrebbe arrivare ad una mediazione vera e propria con il senno della ragione e del benessere di entrambi: genitori e figli.

I recenti fatti di Milano e di Baltimora hanno portato in evidenza questo importante argomento della contestazione: la mamma di Baltimora, il papà di Mattia, il papà di Marco, figlio di un notissimo esponente della Democrazia Cristiana arrestato per  terrorismo negli anni di piombo, hanno in comune figli contestatori ma hanno reagito in modi diversi.

La mamma di  Baltimora, salita agli onori della cronaca per il suo atteggiamento deciso nel riportare a casa  Michael, forse è stata esagerata ma le sue giustificazioni ci stanno per intero: – non volevo che mio figlio facesse la fine di Freddie –  il ragazzo di colore rimasto ucciso qualche settimana fa. E Michael stesso, in un’intervista ha detto: – Adesso i miei compagni di scuola mi derideranno per questo, per essere stato schiaffeggiato da mia madre in strada ma, lei, mi ha fatto capire che mi ha preso a schiaffi perché mi vuole bene. Ma lo sai come lo ha spiegato a me? Mi ha chiesto cosa mi avevano fatto quei poliziotti per prenderli a sassate.

Di tutt’altro pensiero è stato il papà di Mattia, in una sua dichiarazione alla stampa così si esprime: – Prenderlo a sberle come ha fatto la mamma di Baltimora? Devo essere onesto, quattro schiaffoni glieli avrei anche dati volentieri. Però mio figlio ha quasi ventuno anni, che cosa avrei risolto così? Ci ho pensato ma mi sono trattenuto. Forse, se il papà di Mattia conoscesse la storia di Marco, inizierebbe a pensarla diversamente.

Deve essere stato uno shock per il papà di Marco, parlamentare e più volte Ministro nei passati governi, aver appreso l’arresto di suo figlio per aver preso parte ad uno dei movimenti contestatori degli anni di piombo della nostra storia. Marco aveva partecipato a vari attentati nei quali persero la vita personaggi di rilievo in ambito sociale. Se il Ministro avesse avuto più tempo da dedicare a suo figlio, se avesse avuto tempo per capire la sua contestazione e se  avesse avuto modo di farlo ragionare sulla fattibilità o meno di quella contestazione, Don Mazzi non avrebbe avuto modo di recitare al funerale di Marco Donat-Cattin queste parole: – Era un ragazzo sregolato nel bene e nel male, si buttava a capofitto nelle cose. Del suo passato ne parlava malvolentieri aveva forti rimorsi, viveva con dolore il ricordo di quegli anni trascorsi nelle file in Prima Linea. Una volta, mentre mi raccontava un episodio, è stato male fino a vomitare. Il suo più grande desiderio era di essere perdonato, o almeno incontrare la vedova di Emilio Alessandrini. Ma non è stato possibile. Purtroppo è morto prima che riuscissimo a trovare una strada di pace e conciliazione.

Ecco, con queste poche righe vorrei ricordare a tanti genitori che le regole vanno impartite fin da piccoli nel rispetto dei bambini e futuri uomini. Per regole intendo tutte le regole, anche quelle della contestazione, ma se questo non è stato possibile negli anni d’oro dell’educazione, penso sia preferibile intervenire anche con un ceffone a ventuno anni, pur di evitare di farli vivere un giorno nel rimorso di aver fatto o detto cose non spiegabili con la ragione.

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1 Comment

  1. jonatan ha detto:

    Condivido il pensiero, ed è proprio quello che ogni giorno cerchiamo di fare con i nostri piccoli…. Insegnargli le basi per creargli una struttura solida sulla quale crescere in futuro speriamo di riuscirci al meglio.