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Giocattoli sessisti? Sì, grazie!

Ha destato stupore e meraviglia la presa di posizione del sottosegretario alla scuola britannico Elizabeth Truss a proposito dei giocattoli per bambine. La sua idea, resa pubblica alcuni giorni fa sostiene –  alle ragazzine vengono proposti solo ed unicamente giocattoli sessisti. A suo parere offrendo giochi come bambole o pentolini, le bambine vengono incoraggiate a scegliere solo professioni lavorative attinenti alla femminilità e quindi non verranno attratte dalle materie scientifiche.

Il sottosegretario sostiene che se alle bambine non viene offerta l’opportunità di relazionarsi con giochi che al contrario, vengono regalati comunemente ai bambini, non svilupperanno quelle competenze naturali verso la matematica, la fisica, la chimica, ecc. E, proprio per questo, continua nel suo discorso pubblico, ha regalato alle sue figlie le costruzioni, una forma di gioco costruttivo, l’ideale per consentire  ai bambini di sviluppare la fantasia ed il ragionamento. Sicuramente le costruzioni, siano esse di plastica colorate a forma di mattoncino che di legno naturale nelle varie forme geometriche, stimolano la fantasia dei bambini spingendoli a produrre idee innovative ed a trovare soluzioni alternative ai loro progetti più o meno realizzabili.

Forse alla  dott.ssa Elizabeth Truss sfugge un piccolo particolare: non possiamo  far finta di nulla  davanti ad una bambina che, seppur piccina, utilizzi un canovaccio raggomitolato a forma di fantoccio mettendo in atto l’atto dell’accudimento. Tutte noi, da bambine abbiamo avuto l’esigenza di avere un piccolo fantoccio – volgarmente definito bambola – da stringere al petto per farla addormentare o per offrirle il latte. L’accudimento non dimentichiamolo, è un fatto biologico. Le bambine hanno bisogno di giocare anche con le bambole oltre che con le costruzioni o con l’automobilina radiocomandata. Anche quando non esistevano le bambole americane, le bambine richiedevano di giocare a – Mamma e figlia –   oppure, chi di voi che ha bambine, non ha sperimentato il loro desiderio di giocare con pentole riposte negli scaffali o cercare goffamente di imitarci mentre siamo impegnate in cucina? E poi…. Perché no ai giochi che stimolano la competenza nella moda o nel trucco? Affinare il gusto tra i colori e forme geometriche o cercare di abbellirsi con nastrini tra i capelli credo che sia un modo per esaltare la nostra femminilità a tutto vantaggio del benessere della coppia futura che sarà, una volta adulte.

Per un buon equilibrio psico-sociale noi donne abbiamo bisogno un po’ di tutto, abbiamo bisogno di femminilità e di raziocinio, di esteriorità e di competenza. Come dimenticare l’immagine della donna a me più cara, lei che ha guidato le mie scelte da adulta: la dott.sa Rita Levi Montalcini,  pur avendole riconosciuto il premio Nobel  dalla comunità scientifica, era molto attenta alla sua immagine di donna, sempre ben curata nell’aspetto e nella sua femminilità e questo per tutta la sua vita. Eppure da bambina giocavo con le bambole, con i noccioli delle pesche e studiavo fisarmonica ma questo non mi ha impedito di diventare un medico, studiare chimica, fisica, chimica biologica e tanto altro!

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