E’ indispensabile usare parole volgari nelle trasmissioni radiofoniche?

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E’ indispensabile usare parole volgari nelle trasmissioni radiofoniche?

Il mattino mentre sono allo specchio mi piace ascoltare la Radio, l’emittente su cui è sintetizzata dalle ore 7,30 alle 9,00 è una delle più ascoltate a livello nazionale, i conduttori di questa stagione sono tre ragazzi romani: il Trio Medusa ovvero gli Zozzoni.

Sono simpatici e ci sanno fare, le loro gag sono azzeccate ma una cosa di loro la trovo davvero fastidiosa: usano troppo spesso le parole volgari,. Sono lì a ripetere quelle parole che un’emittente radiofonica non dovrebbe distribuire con troppa facilità, soprattutto il mattino nell’ora di punta, tempo che molti trascorrono in macchina in mezzo al traffico anche per accompagnare i figli a scuola.

Ecco, ci siamo, vorrei parlare delle parole volgari, ma sono proprio necessarie? Dobbiamo ascoltarle come se ormai fossero entrate di diritto nel vocabolario delle lingua italiana come parole ricorrenti e traducibili in tutte le lingue? All’inizio le parole non ripetibili erano utilizzate dai comici all’interno delle gag per far sorridere, una sorta di bottiglia di champagne da stappare, anziché le bollicine il comico un tempo apriva il repertorio delle parole un tempo solo sussurrate.

Ma lo stile dove è andato a finire? Io non ho mai accettato né di parlare volgare né tanto meno ho permesso alle mie figlie di esprimersi in termini volgari ed ancora di più, nella nostra casa anche agli ospiti non consentito esprimersi volgarmente. Siamo noi gli piloti dello stile della comunicazione, siamo quindi noi a stabilire quale direzione debba prendere. E’ vero…molti affermeranno che è certamente preferibile prestare attenzione alla sostanza e non tanto alla forma, io dico invece che è necessario badare alla sostanza ed alla forma: entrambe le declinazioni sono necessarie nella comunicazione.

Uno dei comici americani più apprezzati, George Carlin, passo alcune settimane in prigione per aver elencato in una trasmissione radiofonica le sette parole ritenute irripetibili e quindi ritenute volgari dalle leggi degli USA. E’ vero parliamo di molti anni or sono e le cose sono cambiate anche da loro, ma perché dobbiamo sdoganare le parole irripetibili come se fossero un plus da sfoggiare? Cosa apportano in più alla nostra conoscenza? Anzi, alle volte mi da l’impressione che siano soltanto dei riempitivi per non saper trovare altri termini sensati da aggiungere nel discorso.

E, poiché siamo noi genitori a guidare lo sviluppo del linguaggio dei nostri ragazzi, cosa vogliamo fare? Restare impassibili ad assistere alla caduta di stile della comunicazione o vogliamo far qualcosa per offrire ai ragazzi, il nostro futuro, un mondo pieno di parole vere da utilizzate, una dopo l’altra, per farli approdare ad un discorso concreto e costruttivo?
A voi la parola.

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