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Al lavoro anche se incinta

Sentenza del giudice del Tribunale di Caltanisetta in difesa di una donna esclusa da una graduatoria

Lo stato di gravidanza non può essere una condizione discriminante nell’accesso al lavoro. Il principio è stato ribadito da una sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Caltanisetta che ha condannato la Regione siciliana al risarcimento dei danni per l’esclusione di una donna in stato di gravidanza dall’acceso ad un contratto a termine.
La vicenda risale al giugno del 2000: in stato di gravidanza di cinque mesi Michela Bellomo, 38 anni, oggi madre di due figli, si vide negare l’accesso ad un contratto a termine di 51 giorni nella forestale. La donna era inclusa nella graduatoria provinciale riservata ai generici con contratto a termine a partire, ma al momento della chiamata l’ispettorato al lavoro di Caltanissetta pose il veto, giudicando la sua situazione incompatibile con l’impiego. Esattamente il contrario di quanto stabilito dai medici della Ausl di Caltanissetta, per i quali lo stato di gravidanza non poteva essere considerato un ostacolo alle attività previste. La donna si rivolse allora al magistrato, che adesso le ha dato ragione, condannando la Regione siciliana al risarcimento. Il giudice del lavoro del Tribunale nisseno ha imposto all’assessorato all’agricoltura il pagamento delle spese processuali e la liquidazione per danni a favore di Michela Bellomo di 4131.66 euro (otto milioni di lire).

“Il verdetto è molto positivo – ha detto Valeria Ajovalasit, presidente nazionale di Arcidonna – perché ribadisce che la maternità non può diventare per la donna una discriminazione nel momento in cui essa si confronta con il lavoro. E’ stato ribadito il principio, che finalmente comincia a passare, che la maternità non dev’essere assunta esclusivamente a carico della donna ma pure della coppia e, più in generale, di tutta la società. Alla donna non si può chiedere da un lato di fare figli e dall’altro di essere penalizzata perché decide di farne”. Secondo la presidente dell’ associazione femminile, ”il tema della riconciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro continua a essere un nodo cruciale dal quale partire se vogliamo ripensare, appunto, a società, famiglie, imprese, città, ambienti organizzati per donne e per uomini insieme”.

 

Matteo De Matteis

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