Virus del Nilo occidentale, quali rischi nel nostro paese

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Virus del Nilo occidentale, quali rischi nel nostro paese

casi west nile

Un nuovo caso di West Nile Virus nel nostro Paese: nel Reggiano, un anziano si trova in terapia intensiva nell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dopo la diagnosi ottenuta con gli esami di laboratorio. La Febbre del Nilo occidentale preoccupa perché si aggiunge ai vari agenti patogeni presenti sul territorio in questo periodo, come il Coronavirus e il vaiolo delle scimmie. Preoccupa perché il clima sempre più caldo, con temporali improvvisi che alzano l’umidità, favoriscono la diffusione di questi insetti: le zanzare, vettori del Virus del Nilo Occidentale. Quanto stiamo rischiando in realtà?

Come si manifestano i sintomi del West Nile Virus

È comprensibile che le notizie diffuse inducano preoccupazione, soprattutto perché l’agente vettore del virus del Nilo occidentale è il Culex pipiens, ossia la zanzara comune: vien spontaneo quindi pensare di essere un po’ tutti a rischio, ma se la salute generale è buona non si corrono pericoli seri. Nella maggior parte dei casi, il virus provoca una infezione del tutto asintomatica. In altre parole una persona non si accorge di esserne infettato e poi guarisce, senza conseguenze. Qualche volta, circa in due casi su dieci, possono comparire sintomi simili a quelli di una forma di tipo influenzale, con febbre, mal di testa e dolori muscolari. In casi ancora più rari, circa uno su 100, può verificarsi una complicanza più seria, l’encefalite. Questo succede soprattutto nei soggetti già anziani, con altre malattie già presenti e, quindi, con un organismo debilitato.

Come si scopre se siamo stati infettati dal West Nile Virus

Di recente sono stati registrati più casi rispetto alle precedenti stagioni. È successo in parte per una effettiva maggiore diffusione della zanzara vettore, che ha trovato un habitat molto favorevole nel clima caldo. L’Italia è il paese europeo più colpito, con circa 400 casi diagnosticati e al momento cinque decessi. Tutti questi casi sono stai identificati proprio grazie alle recenti tecniche diagnostiche. La diagnosi di infezione da virus del Nilo occidentale si effettua, dopo che una persona presenta sintomi sospetti, con un prelievo del sangue, per la ricerca di anticorpi di tipo IgM e per l’identificazione del Dna del virus. Questa precisione diagnostica ha permesso di accertare i casi sospetti e avere la certezza che si trattasse proprio di infezioni da virus del Nilo, mentre negli anni passati spesso si pensava a disturbi generici.

È possibile la prevenzione del West Nile Virus

Al momento non ci sono vaccini o farmaci che possano ridurre il rischio di infezione. A livello nazionale esiste già un Piano integrato che detta le misure minime di sorveglianza e controllo. La regione Veneto, per esempio, ha propri piani regionali messi in atto da enti sanitari locali, comuni e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie – IZSVe –  in campo medico e veterinario, comprese quelle di controllo ordinario e straordinario delle zanzare. Poiché non è possibile curare o vaccinare tutti i volatili selvatici, serbatoi del virus vengono effettuati periodici interventi larvicidi nei siti di sviluppo della zanzara, ossia nei fossati e nei punti di acqua stagnante. Singolarmente, è possibile eliminare nel proprio ambiente tutti i ristagni d’acqua dove la zanzara comune depone le larve. È importante utilizzare zanzariere e repellenti per la pelle e indossando abiti coprenti. 

Lina Rossi

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