Vaccino Covid, terza dose necessaria a protezione di tutti

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Vaccino Covid, terza dose necessaria a protezione di tutti

terzo richiamo vaccino covid

In quasi tutta Italia molte persone ultrasessantenni hanno già ricevuto la terza dose di vaccino contro il Covid-19 e in alcune regioni anche gli over 40 stanno già prenotando. Per le prime due somministrazioni qualcuno era stato benissimo, altri, soprattutto donne in età fertile, avevano accusato qualche disturbo: mal di testa, sonnolenza, qualche linea di febbre. E adesso, che cosa ci possiamo aspettare? Ecco le prime valutazioni degli esperti.

Effetti collaterali somministrazione vaccino sono più lievi

Secondo dati diffusi il 1° ottobre dal Ministero della Sanità israeliano, gli effetti dovuti al richiamo sono più leggeri rispetto a quelli delle prime due inoculazioni. Sul sito del Ministero della Sanità israeliano si ribadisce che gli effetti collaterali dopo la terza dose sono stati riscontrati in una piccola percentuale di adulti dai 60 anni in su e sono coerenti con quelli osservati dopo le prime due dosi o altri vaccini; generalmente includono dolore nella zona di inoculazione, mal di testa, febbre, brividi, dolore muscolare. Il più comune è stato la spossatezza, riscontrata in 86,6 persone per milione contro 271,8 e 251,1 per milione rispettivamente dopo la seconda e la prima dose. Il dolore nella zona della vaccinazione ha riguardato 42,7 persone per milione nella terza dose, contro 222,9 e 514,3 nella seconda e prima. I dati si riferiscono a circa 3 milioni 200mila immunizzazioni con il booster, oggi ne sono state fatte 3 milioni e 900mila: i disturbi gravi sono stati 19 ma è ancora in fase di valutazione l’eventuale collegamento con il vaccino.

Effetti collaterali 48 ore dopo vaccinazione

Anche i Centers for disease control and prevention americani – CDC – hanno esaminato gli effetti collaterali della terza dose di vaccino, concludendo che sono simili a quelli osservati dopo le altre dosi. Gli esperti dei CDC affermano che gli eventi avversi sono perlopiù moderati o lievi e durano poco. Come per le prime dosi, i sintomi sono apparsi entro 48 ore dalla vaccinazione. L’analisi è stata fatta su oltre 2.200.000 americani che alla data del 19 settembre avevano ricevuto la terza dose. Circa 22mila hanno risposto volontariamente a un questionario: il 28% ha avuto disturbi nel giorno successivo alla vaccinazione. Il sintomo più frequente è stato il dolore al braccio, avvertito nel 71% dei casi. Il 56% ha riportato stanchezza, il 43,4% mal di testa. Il 7% ha avuto dolori forti. Il 2% ha fatto ricorso all’assistenza medica, 13 persone sono state ricoverate in ospedale. Le percentuali sono in linea con quelle relative alla seconda dose di vaccino. Non ci sono ancora dati sul rischio di miocarditi e pericarditi dopo la terza dose, anche perché al momento il richiamo è stato offerto solo alle fasce di età più elevate, negli Usa over 65 e soggetti fragili, mentre i problemi cardiaci post vaccino, molto rari e non gravi, hanno colpito prevalentemente i giovani. I vaccini, tutti, visti da vicino.

Quando eseguire la terza dose di vaccino Covid

Secondo diversi studi l’efficacia dei vaccini comincia a calare tra i 6 e i 9 mesi dopo l’ultima iniezione. Per i soggetti immunodepressi la protezione viene meno molto prima. Ecco perché è stata fatta una distinzione tra terza dose e richiamo: la terza dose può essere fatta a 28 giorni di distanza dalla seconda e ha lo scopo di completare il ciclo vaccinale nelle persone che non hanno risposto in maniera efficace alle prime due iniezioni. Il richiamo invece può essere fatto a partire da 5 mesi dopo la seconda dose e ha l’obiettivo di riattivare la produzione di anticorpi. Secondo uno studio pubblicato nei giorni scorsi sul New England Journal of Medicine, l’efficacia della terza dose Pfizer è del 95,6%, con 5 casi di infezione nel gruppo vaccinato, contro 109 contagi nel gruppo placebo, 2 dosi Pfizer, più la terza con placebo. I risultati del trial sono stati presentati al Comitato consultivo della Food and Drug Administration – FDA – americana: gli anticorpi neutralizzanti sono risultati alti nei confronti di tutte le varianti, incluse Beta e Delta. In più, la massima efficacia della terza dose si raggiunge dopo 7 giorni. Un quinto dei partecipanti allo studio aveva più di 65 anni, categoria più a rischio di Covid grave. I numeri dell’efficacia riguardano il contagio: la capacità dei vaccini di contrastare decessi e ricoveri è superiore al 90% e vicina al 100% in ogni analisi anche solo con le due dosi di vaccino, ma la protezione verso le infezioni si indebolisce dopo 6 mesi, soprattutto nelle categorie maggiormente esposte, per cui si rende utile la terza dose.

Sahalima Giovannini

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