

Quest’anno si parla poco dell’influenza stagionale, l’attenzione è tutta rivolta al Coronavirus. Eppure i virus influenzali arriveranno come di consueto, la vaccinazione sarà quindi una specie di spartiacque: se la febbre arriva di certo non sarà un sintomo influenzale, se vaccinati, ma un sintomo del Covid-19. Purtroppo, quest’anno i vaccini a disposizione sono contingentati, difficilmente si riescono a trovare nelle farmacie a meno che non si abbia la prescrizione del medico di base: ovvero avere la ricetta rosa.
Oltre ai virus influenzali veri e propri, esistono 262 tipi di virus simil-influenzali, riconoscibili dal fatto che provocano una sintomatologia nettamente inferiore. Questi virus vengono trattati allo stesso modo dei virus influenzali, ovvero con farmaci di automedicazione e, nel caso in cui dopo tre giorni la situazione non migliori, con una visita dal medico di base.
L’influenza si distingue da tutte le altre forme virali per tre caratteristiche: insorgenza brusca della febbre oltre il 38°, dolori muscolari e articolari, tosse, naso che cola, congestione e secrezione nasale e mal di gola. Se insorgono contemporaneamente questi sintomi si può parlare di influenza. Se, al contrario ne manca qualcuno, non si parla di vera influenza, ma di forme parainfluenzali come ad esempio il raffreddore.
La vaccinazione è un’opportunità per tutti, ma lo è ancor di più al crescere della fragilità del soggetto: anziani, chi soffre di patologie a livello cardiaco e respiratorio a tutte le età, malattie tumorali e così via. A tutti i soggetti a rischio, il Servizio Sanitario Nazionale offre la vaccinazione gratuita. Anche per le donne in gravidanza, le nuove circolari suggeriscono la vaccinazione a qualsiasi mese. Negli ultimi tempi si nota una tendenza alla disaffezione alla vaccinazione e una sottovalutazione della malattia. I rischi di una patologia che, se mal gestita o sottovalutata, può creare guai e mortalità nei soggetti a rischio. È importante quindi proteggersi sempre di più man mano che l’età avanza. Per ottenere il vaccino, ci si deve rivolgere tempestivamente al proprio medico di medicina generale o, nel caso dei bambini, al pediatra. Inoltre, ci si può rivolgere al centro vaccinale della propria ASST di zona, che conta su altri ambulatori sparsi sul territorio. Per essere sicuri di avere il vaccino è importante telefonare per avere un appuntamento. Il problema è che quest’anno, con le maggiori richieste, i vaccini sono pochi e il rischio di non ottenere la vaccinazione è alto. È allora opportuno valutare se lasciare le dosi disponibili a chi ne ha davvero bisogno, come gli anziani e le persone di tutte le età con malattie croniche.
Oltre al vaccino, è possibile prevenire l’influenza con gli stessi comportamenti di igiene, come lavarsi spesso le mani, nutrirsi bene, evitare gli sbalzi di temperatura. Oltre a queste accortezze, i probiotici sono un’opzione per l’aumento delle difese immunitarie, perché se la flora intestinale è sana il sistema immunitario può ‘concentrarsi’ nel combattere le infezioni delle vie respiratorie e i virus dell’influenza. Andare subito Pronto Soccorso è un errore soprattutto in epoca di Covid: anche se non è un comportamento rischioso per la propria salute, si rischia di intasare il servizio e infettare gli altri. È fondamentale assumere dei comportamenti di responsabilità sociale ed evitare il più possibile di contagiare altri soggetti. Per salvaguardare la propria salute, è importante evitare gli sbalzi termici e riposare molto. Anche usare male i farmaci va assolutamente evitato, mai prendere antibiotici se non prescritti dal medico. Solo per ricordarlo: i virus sono refrattari agli antibiotici quindi…. non hanno alcun effetto.
Giorgia Andretti