

Sant’Ambrogio, un giorno che si distingue per il suo valore storico e religioso: si celebra il patrono della città. Questa ricorrenza rappresenta molto più di una festa religiosa; è il punto di partenza ufficiale delle festività natalizie, un momento in cui la città si anima di colori, tradizioni e rituali profondamente radicati nella sua storia millenaria. Il 7 dicembre è una data che segna l’arrivo della stagione delle preparazioni per il Natale e il Capodanno. Nelle vie del centro, così come nelle periferie, si inizia a vedere l’abbellimento di luci, decorazioni e alberi di Natale, mentre nelle case si preparano i presepi e si cerca di trovare il posto perfetto per l’albero di Natale. Tutto questo viene alimentato da un senso di comunità, da un’atmosfera di attesa e di gioia condivisa che rende Milano speciale in questo periodo dell’anno.
La risposta risiede in una figura storica e religiosa di grande rilievo: Ambrogio, vescovo di Milano, la cui storia si intreccia con quella della città stessa. La leggenda narra che Ambrogio, nato in Germania e di origine nobile, fosse stato amministratore militare prima di essere elevato al ruolo di vescovo. La sua elezione, avvenuta nel 374, avvenne il 7 dicembre, giorno in cui i cittadini di Milano lo acclamavano con entusiasmo come guida spirituale e morale.
L’ascesa di Ambrogio fu influenzata da un prodigio infantile rimasto nella leggenda: quando era ancora un bambino, uno sciame di api entrò nella sua bocca mentre dormiva senza pungerlo, un segno divino che prediceva la grandezza che avrebbe raggiunto. Cresciuto e diventato governatore della Liguria e dell’Emilia, dimostrò un senso molto profondo di giustizia e integrità. La sua fede e il suo rigore morali furono così riconosciuti dal popolo che, alla sua morte, lo vollero come loro guida spirituale e lo incoronarono come vescovo di Milano.
Si distinse nel difendere la Chiesa e nello scontrarsi con l’imperatore Teodosio I, che aveva commesso gravi colpe, come il massacro dei cittadini di Tessalonica. È ricordato anche per aver battezzato Sant’Agostino, uno dei Padri della Chiesa, simbolo del suo ruolo di maestro di fede e di dottrina. La sua figura, la sua azione e le sue idee hanno lasciato un’impronta indelebile sia nella spiritualità che nella cultura milanese. Per secoli, le sue spoglie furono conservate nella basilica a lui dedicata, Sant’Ambrogio, uno dei monumenti più emblematici di Milano. Costruita sui resti di un antico cimitero paleocristiano, la chiesa rappresenta un’eccellenza di architettura romanica lombarda e custodisce opere d’arte di grandissimo valore.
La fiera nacque nel 1510, oltre mille anni dopo la morte di Sant’Ambrogio, grazie a Giannetto Castiglione, inviato dal Papa con il compito di rafforzare la fede tra i cittadini milanesi. Egli portò con sé cesti di cibo, vestiti, giocattoli e altri oggetti destinati alla comunità. Sono stati i bambini a restare affascinati da questa occasione, esclamando – Oh! Belli – parola che nel tempo è diventata il nome della fiera stessa. Quella prima edizione si svolse tra il 5 e l’8 dicembre, proprio nei giorni in cui si celebra la consacrazione di Sant’Ambrogio, e da allora l’evento si è consolidato come appuntamento tradizionale.
Nel corso dei secoli – Oh bej oh bej – si è trasformata in una vera e propria festa ricca di colori, tradizioni e folklore, diventando uno degli eventi più attesi e amati dai milanesi e dai molti visitatori che ogni anno affollano le vie del centro. Durante questa manifestazione, le bancarelle si riempiono di prodotti artigianali, antichità, dolci tradizionali e oggetti decorativi, creando un’atmosfera di allegria e convivialità. La fiera, con le sue origini semplici e popolari, rappresenta oggi un momento di ritrovo molto speciale, in cui si fondono storia, tradizione e spirito di festa.
Altro simbolo di Milano, che ogni anno apre le sue porte con spettacoli di grande livello artistico. Questo giorno rappresenta quindi un vero e proprio spartiacque, un momento di festa che unisce la spiritualità, la cultura e la tradizione popolare, sottolineando il ruolo centrale di Sant’Ambrogio nel cuore della città. il 7 dicembre a Milano non è solo un giorno dedicato a un santo patrono, ma si tratta di un’occasione per celebrare il passato e il presente di questa grande metropoli, in cui ogni dettaglio, dalla chiesa ai festeggiamenti, alla fiera, contribuisce a rafforzare il senso di identità e appartenenza degli abitanti. È una giornata che unisce fede, cultura e allegria, un simbolo di Milano stessa, fatta di tradizioni profonde e di una continua voglia di festeggiare la vita.
Sahalima Giovannini
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