Uno studio condotto in Gran Bretagna invita alla precauzione con i bambini al di sotto degli otto anni
C’era una volta il “telefonino status symbol”, elemento di distinzione per vip e uomini di affari. Oggi il telefonino è un oggetto irrinunciabile che tutti conosciamo ed utilizziamo, senza distinzione di classi sociali e… neanche di età. Ostentato o discretamente occultato il cellulare è infatti diventato un’appendice imprescindibile dei teen ager, ma anche dei loro fratelli più piccoli. Uno studio effettuato a Londra però avverte: meglio usare precauzioni ed evitare che, soprattutto i bambini al di sotto degli 8 anni di età, utilizzino i telefonini.
Il National Radiological Protection Board (NRPB), questo il nome dell’ente, ha infatti pubblicato nei giorni scorsi uno studio dal quale è emerso che, pur non esistendo prove certe sulle conseguenze negative che le radiazioni provenienti dai telefonini potrebbero avere, non si può prescindere da alcuni fattori determinanti nella valutazione dei rischi. Primo fra questi l’evoluzione tecnologica in materia di telefonia mobile, che si evolve così velocemente da rendere quasi impossibile alla ricerca medica di valutare i rischi che i cellulari potrebbero presentare per la salute dell’uomo. Da tenere presente inoltre che, così come non è possibile attualmente determinare con certezza gli eventuali effetti negativi derivanti dall’uso o abuso del telefonino, allo stesso modo non è possibile affermare che non vi siano o non vi saranno in futuro delle ripercussioni in termini di salute causate dall’utilizzo del cellulare.
Nel frattempo, consigliano gli scienziati, sarebbe meglio usare precauzioni ed evitare che i bambini al di sotto degli otto anni, i cui tessuti cerebrali sono più sensibili alle onde elettromagnetiche, utilizzino i telefonini. “Raccomandiamo cautela e precauzioni – ha dichiarato Sir
William Stewart, presidente dell’NRPB – Le onde elettromagnetiche dei telefoni cellulari potrebbero interferire con i processi biologici del corpo umano. Nei bambini il sistema nervoso non è ancora sviluppato in modo completo e i loro tessuti cerebrali assorbono un più alto livello di energia, così da essere più esposti alle radiazioni rispetto alle persone adulte”.
Inviare un sms, anziché fare una telefonata, potrebbe essere un primo passo per diminuire il numero di volte in cui i piccoli si sottopongono al rischio. Il presidente Stewart ha inoltre sollevato il problema, già più volte affrontato anche in Italia, della presenza di ripetitori per telefonini proprio nei pressi delle scuole. Nonostante, afferma Stewart ”le emissioni emanate da queste antenne siano una percentuale molto piccola rispetto a quelle ricevute da un cellulare”, il Presidente ne ha consigliato l’installazione in luoghi distanti da scuole e luoghi di aggregazione dei più piccoli.
Insomma telefonino va bene purché non se ne abusi e soprattutto purché si eviti di metterlo a disposizione di ragazzini di otto anni. Del resto come Stewart ricorda: “Se vostro figlio è un adolescente e pensate che un cellulare possa essere utile in termini di sicurezza, è una scelta personale, ma non vedo quale possa essere la giustificazione nel caso di bambini tra i tre e
gli otto anni”.
Paola Ladogana