
Ecco la sintesi del Rapporto 2005: ripartono le nascite, diminuiscono i matrimoni, aumentano gli anziani.
Aumentano le nascite, diminuiscono i matrimoni… e i soldi. Ma, in compenso, ci divertiamo di più e ci sentiamo, soprattutto, più sani. E’ quanto rivela il Rapporto Istat 2005 che, in centinaia di grafici e tabelle, racconta gusti, tendenze e insoddisfazioni degli italiani.
Più figli… fuori dal matrimonio Per la prima volta, dal 1992, la popolazione registra un lievo aumento e non solo per merito degli immigrati. Cresce infatti, seppure lievemente l’indice di natalità, che passa dall’1,29 all’1,33 figli per donna. Figli che, secondo il rapporto, nascono sempre più spesso fuori dal matrimonio. Ad un progressivo incremento delle nascite corrisponde infatti una netta discesa del numero delle nozze che nel 2004 sono giunte al loro minimo storico: circa 10.000 in meno rispetto al 2003. A far scendere la media sono soprattutto le celebrazioni religiose che, in cinque anni, sono diminuite del 6,5%, a vantaggio delle unioni civili che passano invece dal 24,7% al 31,2%.
L’alimentazione e la salute
Cambiano dunque le tendenze degli italiani che, però, non rinunciano alle tradizioni in cucina: il piatto di pasta è sempre il preferito dalla maggioranza, soprattutto se consumato in casa, luogo ideale per i pranzi di tre italiani su quattro. Non tramonta neanche la sana abitudine di una prima, abbondante, colazione all’italiana: pane, burro, caffellatte e biscotti restano nettamente gli alimenti privilegiati al mattino. E mangiar bene, si sa, vuol dire sentirsi in forma. Soprattutto se a un corretto regime alimentare si associa una diminuzione del consumo di sigarette: nel 2004 il numero dei fumatori è sceso al 22% contro il 23,9% registrato nell’anno precedente. Italiani più sani, dunque. O almeno così si sente il 73,4% della popolazione sotto i 75 anni. Da questo traguardo in poi, infatti, cominciano gli acciacchi: si va dall’artrosi (18,3% dei casi) all’ipertensione (13,8%,), dall’osteoporosi (6,7%) al diabete (4,2%), dall’asma bronchiale (6,4%) alle malattie allergiche riscontrare nel 9% dei casi. In aumento invece il consumo di farmaci, soprattutto fra le donne: ne fa uso il 37,3% della popolazione e mediamente, un ragazzo su sei di età inferiore ai 20 anni.
Italia, Paese dei nonni E, sarà perché si sta meglio, ma attualmente in Italia si vive anche più a lungo: oltre gli 83 anni le donne e quasi fino a 78 anni gli uomini. Alla longevità corrisponde però anche un incremento dell’indice di vecchiaia, ovvero del rapporto tra la popolazione anziana e quella giovane che si assesta, secondo l’Istat, su una percentuale del 137,7%. Il che vuol dire che ci sono mediamente 137 anziani oltre i 65 anni ogni 100 ragazzi sotto i 15 anni
Cinema, svaghi e…. cellulari E, sarà perché ci sentiamo meglio, ma a quanto pare, ci divertiamo sempre di più. Soprattutto al cinema, che rappresenta la principale fonte di svago per il 50,7% degli italiani. Seguono gli spettacoli sportivi (28%), i musei e le mostre (27,6%), le discoteche (25,3%) e, fanalino di coda, i concerti di musica classica che interessano solo l’8,9% degli italiani. Tra le attività casalinghe trionfa ovviamente la televisione, privilegiata dal 94,5% della popolazione che solo nel 68,3% dei casi ascolta invece la radio. L’utilizzo del computer si assesta ad un indice del 40% con picco nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 17 anni, mentre navigano in Internet soltanto il 31,8% degli italiani. Scarso, infine l’interesse per la lettura: solo il 58,1% della popolazione legge almeno un quotidiano al giorno e la percentuale scende se si parla di libri, passatempo limitato al 42,3% degli italiani. Piuttosto che leggere in solitudine, meglio parlare con gli altri. Anche se solo per mezzo di un telefonino che è ormai un oggetto indispensabile per tre famiglie su quattro e che, nel 40% dei casi è dotato anche di computer.
L’incubo della “coda” Eppure ci sarebbe da domandarsi dove gli italiani trovano il tempo per gli svaghi, visto che, secondo l’Istat, trascorrono buona parte della giornata “in fila”, soprattutto presso le strutture pubbliche. Il maggiore disservizio, lamentato dal 56% degli italiani, riguarda il pronto soccorso dove a quanto pare le attese sono interminabili. Seguono poi le code presso le forze dell’ordine (40,1%), gli uffici comunali (37,2%) e i supermercati (32,9%). Percentuali destinate ad aumentare notevolmente se la statistica si focalizza sul sud Italia. Ma le attese più lunghe sono a quanto pare quelle presso le Asl, dove il 44% degli italiani fa la coda per oltre 20 minuti.
Consumi e conti bancari Non mancano neanche le file in banca per depositare i propri risparmi, visto che i conti correnti bancari crescono di oltre il 5% rispetto al 2003, mentre restano invariati i consumi che ammontano in media a 2.381 Euro. Ma come spendono i soldi gli italiani? Oltre che per gli svaghi, sicuramente in vacanze, estive o occasionali per ponti e week end. E poi per l’auto, irrinunciabile soprattutto se l’alternativa è offerta dai mezzi pubblici, al cui utilizzo si sottrae la maggioranza della popolazione.
”Poveri” italiani in cerca di realizzazioni Del resto, di soldi da spendere non ce ne sono poi molti: si dichiara insoddisfatto della propria situazione finanziaria il 48,7% della popolazione con un aumento della percentuale al Centro-Sud. Scarse o insufficienti anche le disponibilità economiche per il 41,6% delle famiglie: anche in questo caso al sud la situazione è ancora più grave. Ma gli italiani appaiono scontenti non solo della busta paga troppo leggera, ma anche del lavoro che svolgono, deludente soprattutto al Sud. Insomma ci sentiamo poveri e anche insoddisfatti. Meglio non pensarci. I dati positivi del Rapporto Istat parlano chiaro: possiamo sempre divagarci andando al cinema o mangiando un buon piatto di spaghetti ed accrescere l’ottimismo sapendo che vivremo a lungo e in buona forma fisica: quando c’è la salute, si sa, c’è tutto.
Paola Ladogana