Un “diario”, tra testimonianze e disegni, per aiutare i bambini ricoverati a superare il dolore
L’arteterapia e la musicoterapica possono aiutare la cura di patologie anche molto gravi, in particolare se il paziente è un bambino, perchè insegnano ad avere amore del proprio corpo e della propria mente, permettendo al piccolo di superare le emozioni negative collegate alla malattia.
Ad affermarlo è Fiorenza D’Ippolito, dell’ufficio per la Salute della donna e dell’età evolutiva del Ministero della Salute, intervenuta alla recente presentazione del diario illustrato Mi sa che ciò la febbre, risultato di un progetto finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e al quale l’ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale) ha lavorato fin dallo scorso ottobre. Un progetto bipartisan, lo ha definito il presidente dell’Abio Eugenio Bernardi, perché approvato dalla giunta Storace e confermato dalla giunta Marrazzo, che ha deliberato un finanziamento regionale di 50 mila euro.
Si tratta di una simpatica e colorata pubblicazione cartonata, che raccoglie una piccola galleria di immagini e commenta, come in un diario, i disegni e le testimonianze più significative dei laboratori teatrali curati dall’autrice e illustratrice per l’infanzia, Chiara Rapaccini, in collaborazione con le associazioni culturali, D’altrocanto e Bertanicinque, mentre l’ideazione e l’organizzazione del progetto sono stati curate da Work&Progress.
Nella sua prima fase, il progetto ha coinvolto in una serie di incontri, i bambini e i ragazzi ricoverati nei reparti pediatrici di tre ospedali romani: il Policlinico Umberto I, la Clinica Ematologica dell’Università di Roma La Sapienza e l’ospedale Sant’Eugenio. Ora, l’album Mi sa che ciò la febbre, sarà regalato a tutti i piccoli ricoverati che i volontari ABIO assistono ogni giorno nei reparti pediatrici degli ospedali capitolini, per aiutarli a “distrarli” dal dolore fisico e psicologico e permettere al bambino ricoverato di evadere dalla sua condizione di sofferenza. Non si tratta di edulcorare la sofferenza o nascondere la realtà ma, attraverso il divertimento, farli sorridere, perché, come dice Bernardi, la risata produce endorfine, sostanza chimica che aiuta la guarigione.
La onlus ABIO, che in Italia rappresenta l’European Association for Children in Hospital (EACH), dal 1978 promuove l’umanizzazione dell’ospedale attraverso laboratori di teatro e illustrazioni, e i suoi volontari sono impegnati a rendere meno drammatico l’impatto dei bambini e delle loro famiglie con le strutture sanitarie. Il punto di vista terapeutico di iniziative di questo tipo è molto interessante, perché permette di umanizzare l’assistenza del malato in ospedale, stimolando la creatività del piccolo paziente e combattendo la monotonia e l’angoscia con cui durante il ricovero è costretto a confrontarsi. Obiettivi ha spiegato Fiorenza D’Ippolito previsti all’interno del Piano Sanitario Nazionale per l’anno 2006-2007 che ha, tra le priorità dichiarate, l’umanizzazione dell’assistenza sanitaria, la riqualificazione del personale, l’ospitalità per i familiari dei piccoli pazienti e la salvaguardia dei diritti del bambino malato.
In Rete
www.abioroma.org
Marina Zenobio