

Un nuovo virus infiamma le pagine di giornali, web e televisione: quello del vaiolo, non umano ma delle scimmie o addirittura dei roditori, come ha sostenuto una nota esperta. Comunque sia, si tratta di una infezione di derivazione animale, rara in effetti, della quale sono stati registrati alcuni casi i Italia, in Francia, negli Stati Uniti e in Canada. Il dubbio che il vaiolo delle scimmie sia pericoloso e che ci si debba preoccupare è venuto in mente a tanti genitori, soprattutto a tutto coloro che sono nati dopo il 1981. Da quell’anno, infatti, nel nostro paese si è smesso di praticare la vaccinazione obbligatoria contro il virus del vaiolo umano. Tutte le persone al di sotto dei 41 anni sono quindi potenzialmente a rischio.
Il primo caso di vaiolo delle scimmie nel nostro paese è stato isolato all’Istituto Spallanzani di Roma. È un giovane rientrato da un soggiorno alle Canarie e oltre a lui ne sono stati accertati altri due casi. Altri episodi erano già stati segnalati in Gran Bretagna, Spagna e Portogallo. Secondo gli esperti, anche in questo caso si tratta del risultato dello sfruttamento al quale il genere umano stato sottoponendo la Terra: infatti il disboscamento indiscriminato in molte zone del pianeta ha finito per spingere alcune specie animali ad avvicinarsi all’uomo per sopravvivere, quindi i contatti sono più frequenti e ravvicinati. Si tratta per fortuna di una forma di vaiolo non umano, quindi molto meno aggressiva, con sintomi leggeri e spesso si risolvono spontaneamente. È bene comunque non abbassare la guardia.
Il vaiolo delle scimmie inizialmente ha sintomi simili a quelli di un’influenza: malessere, febbre, gonfiore dei linfonodi, quindi compare un’eruzione cutanea sul viso e sul corpo. La trasmissione da uomo a uomo è possibile attraverso i droplets, le minuscole goccioline che si diffondono nell’ambiente e che contengono particelle di poxvirus, l’agente responsabile del vaiolo. Ci si può contagiare anche attraverso il contatto con fluidi corporei e lesioni cutanee e sembra che il rischio sia più elevato nelle persone che hanno rapporti di tipo omosessuale. In realtà, chi è nato dopo il 1981, anno in cui si è smesso di vaccinare contro il vaiolo, corre un rischio lievemente maggiore di contrarre la malattia. Un’ampia parte della popolazione potrebbe essere scoperta. Al momento gli esperti invitano alla calma perché non sembrano esserci motivi di preoccupazione, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – non ha posto divieti sui viaggi ed il consulente, Prof. Donato Greco, rassicura che l’infezione si risolve spontaneamente in poche settimane e come intensità è minore alla sintomatologia della varicella. https://www.guidagenitori.it/gli-speciali/le-malattie-infettive/la-varicella/ Le vescicole, focus dell’infezione in questo caso sono localizzate, quindi sono presenti solo in alcune parti. In questi ragazzi le vescicole sono localizzate nella zona dei genitali per questo si pensa alla trasmissione a livello sessuale. È bene comunque essere cauti e rivolgersi al medico per eventuali sintomi sospetti.
Lina Rossi
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