Il giorno dei morti, la ricorrenza del ricordo

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Il giorno dei morti, la ricorrenza del ricordo

giorno dei morti
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La festività a cavallo del 1° novembre è breve, ma carica di significato non solo per i cattolici, ma per la tradizione nordica che si accompagna ad Halloween. L’origine di questa parola è infatti – all hallows eve – ovvero la vigilia di tutti i santi, che si festeggia nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre. Il giorno dei santi è il primo novembre, mentre il 2 si commemorano i cari defunti. Spesso si parla dei giorni tra la fine di ottobre e i primi di novembre come: i giorni dei morti decantati anche dal poeta Giovanni Pascoli.

Tra sacro e profano

È un periodo in cui il sacro e il profano si mescolano, in cui si celebra il passaggio dalla stagione calda a quella fredda, nel simbolico accostamento dell’arancio e del nero tipico di Halloween. Nel passaggio tra le stagioni, come ricordato dalle tradizioni pagane, si avvertiva forte la presenza degli spiriti dei defunti, buoni e maligni che fossero. E se con le tradizioni di Halloween si vogliono esorcizzare spettri, fantasmi e mostri, due giorni dopo, nella celebrazione dei defunti, si ritrova il rito tutto cattolico del ricordo di chi non c’è più. Per chi è credente, non è del tutto sbagliato istruire anche i più piccoli al concetto della morte, nel ricordo di qualcuno che non è più tra noi. Si può andare, almeno una volta, con i bambini al cimitero, portando un mazzo di fiori, per sistemare la tomba del nonno o dei bisnonni, magari raccontando ai piccoli qualche aneddoto sulla vita dei nostri avi. Può anche essere l’occasione per una gita culturale, visitando i cimiteri più importanti della città dove riposano personalità della cultura o dell’arte, spesso ornati da statue imponenti.

Le feste dei morti nelle nostre regioni

Oggi in effetti si tende a proteggere i bambini dal concetto di morte, di paura e dolore, ma un tempo, quando il decesso era un fatto più doloroso perché si viveva tutti insieme, sono nate tradizioni che mostravano quanto i cari defunti fossero presenze affettuose e amate nelle case. In Sicilia, per esempio, è tradizione portare i bambini, al mattino del 2 novembre, nei cimiteri, sulle rispettive tombe i bambini trovano piccoli regali, dolci e giochi portati proprio dai morti di famiglia che non dimenticano coloro che amano. Sempre in Sicilia si assaggia la ciambella di pane insaporita e si celebra la Notte dello zucchero, una tradizione per aiutare i bambini a non aver paura dei propri cari defunti. In Lombardia e in Toscana si preparano dolci semplici come il pan dei morti, le ossa e le fave dei morti, dolci propri di questi giorni. In Friuli, in Trentino e in Emilia si ha l’abitudine di lasciare una luce accesa in casa e di sistemare pane e altri cibi sul tavolo della cucina, in modo che i defunti tornati sulla terra si possano saziare. A Roma, invece, fino a qualche tempo fa esisteva la tradizione di andare al cimitero a consumare un pasto, per fare compagnia ai cari defunti.

Lina Rossi

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