
Da una ricerca Eurispes, per gli adolescenti madri e padri non sono un modello educativo di riferimento
Per gli adolescenti italiani la famiglia non è poi tutta da buttare: il papà è una sicurezza, la mamma un’amica. Peccato però che nessuno dei due sia per i figli un “maestro” di vita. E’ quanto emerge da una ricerca Eurispes dal titolo “La famiglia vista dagli adolescenti” condotta su un campione di studenti delle scuole superiori.
La casa come luogo di rifugio
Con buona pace di quelli che periodicamente puntano l’indice contro la famiglia ogni volta che si parla di disagio giovanile, i teen ager italiani a casa propria stanno bene. Il 64% dei ragazzi intervistati è soddisfatto pienamente della propria famiglia, il 74,7% addirittura la considera “ideale” e per i due terzi degli interpellati è “l’amore” l’elemento che tiene unita la famiglia. Soltanto il 4,7% indica come “cemento” l’abitudine e meno del 3% la sicurezza materiale.
Il 43,1% degli studenti delle medie superiori vede metaforicamente l’abitazione dove vive come un nido, il 24,7% come un albergo e il 14,7% come una tana. Per il 33,8% del campione la mamma è la figura di riferimento all’interno della propria famiglia, per il 30,6% il papà, ma c’è anche un significativo 16,2% che attribuisce questo ruolo a fratelli o sorelle.
Il giudizio sui genitori
Quanto al giudizio sui genitori, il papà è per lo più definito una sicurezza (31,7%), la mamma un’amica (40,8%) mentre la dimensione educativa raccoglie il minimo dei consensi per entrambi. Solo il 10% dei ragazzi definisce il papà “un maestro” e a vedere la mamma come un’educatrice sono ancor meno, l’8,3% degli intervistati. Ed è proprio la sottovalutazione della dimensione educativa, per l’Eurispes, la “nota stonata” in una ricerca che dipinge in rosa la famiglia italiana. ”Se i principali attori della più importante istituzione deputata alla socializzazione primaria, dunque a trasmettere valori, norme, linguaggi, modelli di comportamento, non sono ritenuti capaci dai loro stessi figli di assolvere il loro compito più importante, quello educativo, allora vuol dire – osservano gli autori della ricerca – che non tutto è idilliaco nella famiglia italiana e, dunque, nella preparazione della società di domani”. E poco importa allora se i teen ager italiani ritengono i propri genitori moderni (28,9%), comprensivi (25,8%) e persino permissivi (11,7%).
Il tempo passato insieme
Detto questo, la ricerca rivela ancora che il 41,1% dei ragazzi afferma che il tempo trascorso insieme al papà è “abbastanza” e il 13,4% che è “molto” per un complessivo 54,5%. Tuttavia gli adolescenti sembrano vivere più tempo con la loro mamma: il 47,3% afferma che ne passa in sua compagnia “abbastanza” e il 25,8% “molto”, per un totale complessivo che è dunque del 73,1%. Mammoni, dunque, ma fino a un certo punto. Il tempo libero i ragazzi preferiscono passarlo con gli amici, preferibilmente diversi dai compagni di classe (42,8%) e appena 1 adolescente su 35 si definisce solitario. E se è vero che i giovani italiani restano con “mammà” ben oltre la laurea, il 77,8% degli studenti intervistati esprime il desiderio di avere una famiglia propria, diversa da quella d’origine, già a partire dai 30 anni. Cambieranno idea, strada facendo?
Matteo De Matteis