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Covid-19 un anno dopo: nuovo lockdown

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Il Coronavirus forse privilegia il mese di marzo: proprio come un anno fa ci risiamo con le chiusure totali, purtroppo inevitabili per contenere il contagio. Ogni giorno vengono effettuati oltre trecentocinquantamila tamponi. Gli ingressi in terapia intensiva sono stati duecentosessanta sei nella giornata dello scorso giovedì e in rianimazione ci sono circa duemilacinquecento persone. Insomma dati non certo incoraggianti. Il traguardo dell’immunità di gregge è ancora lontano, quindi è essenziale cercare di impegnarsi ancora di più per limitare i contagi. Ecco qualche suggerimento oltre alla chiusura totale della didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e al lockdown totale per le regioni, saranno infatti rosse dal 15 marzo per due settimane: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, Campania e Molise. Tutte le altre Regioni saranno arancioni tranne la Sardegna resta in area bianca. Le limitazioni saranno le stesso dello scorso periodo natalizio. Ogni volta che ci si deve uscire, sempre per ragioni specifiche, è necessario compilare l’autocertificazione

Apriamo le finestre!

Secondo gli esperti, dare aria agli ambienti domestici riesce ad abbattere la concentrazione del virus di circa il 70% lo sostiene l’Istituto Superiore di Sanità. Le pulizie delle superfici è quindi importante, ma cambiare aria nei locali crea un ricircolo che fa uscire non solo il virus ma anche i vapori dei detergenti, che possono essere tossici per le vie respiratorie se inalate negli ambienti chiusi. Si dovrebbe lasciare sempre la finestra aperta qualche centimetro o per lo meno aprire ogni ora per pochi minuti.

Mai toccare gli occhi

Quando siamo in giro sappiamo bene che non dobbiamo toccare naso e bocca con le mani, a meno che non siano perfettamente pulite, cosa difficile perché si è a passeggio. Anche gli occhi però non devono essere toccati: le secrezioni lacrimali contengono anch’esse le tracce del virus, nel caso si sia positivi e non lo si sappia come succede nel caso degli asintomatici. Il Covid-19 è caratterizzato anche da lacrimazione e arrossamento, ma non sempre questi sintomi compaiono nonostante si sia contagiosi. Quindi darsi una grattatina alla palpebra e poi toccare una superficie pubblica significa trasferirvi il virus e viceversa. È bene cercare di non farlo e se proprio non si resiste usiamo un fazzoletto.

Copriamo il naso

Quante persone si vedono a passeggio con la mascherina al di sotto del naso? Troppe: succede perché si pensa  sia soprattutto la bocca il punto di maggiore diffusione del virus. E la bocca va coperta, ma lo stesso va fatto con il naso. Secondo alcuni studi infatti le particelle di Sars-Cov-2 si concentrano soprattutto nelle prime vie respiratorie e da lì vengono diffuse con facilità nell’ambiente. Il naso va quindi sempre coperto con attenzione, nonostante il fastidio che si avverte adesso con i primi caldi.

Mani sempre pulite, anche prima di uscire

Una delle prime regole che tutti noi conosciamo da oltre un anno è la necessità di lavarsi le mani appena rientrati in casa, per eliminare le tracce del virus raccolte in luoghi pubblici, sui mezzi, al supermercato. Tutto giusto, ma vale anche il contrario: le mani devono essere pulitissime anche quando si esce di casa propria e si tocca la pulsantiera dell’ascensore, il carrello del supermercato, la maniglia del bus. Se infatti siamo noi quelli positivi, ma asintomatici, trasferiamo all’esterno il contagio. Insomma pensiamo a noi ma anche agli altri!

Lina Rossi

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