Sparare con la pistola ad aria compressa, all’inizio la richiesta di Gabri mi ha lasciato un po’ perplessa ma, considerato il tema del libro, nelle mie mani in questi giorni, senza esitazione ho prenotato per tutti e due.
Sotto Natale Gabri mi chiede se finalmente potrò esaudire un suo desiderio, nell’aria da due o tre anni ormai: provare a sparare al poligono di tiro. Mi sembra giusto dargli questa possibilità, quindi telefono e prenoto la prima delle due prove gratuite pubblicizzate sul sito.
In questi giorni sto leggendo un libro interessante sui cambiamenti dell’adolescenza. Tra i consigli, anche quello di tenere aperto il dialogo. E il modo migliore non è certo vietare loro tutte le sperimentazioni, per timori o prese di posizione. Quindi, quando la cortese voce femminile all’altro capo del filo mi chiede: quante persone? Rispondo decisa – per due. Eh si, mica starò li a guardare. Anch’io proverò l’ebbrezza della pistola ad aria compressa e proverò a far centro.
Espletate le formalità dell’accoglienza, nell’attesa origliamo i discorsi di chi è alla prova come noi. Due giovani già si pavoneggiano pensando a eventuali utilizzi futuri. Quello che temevo, c’è sempre il fanatico. Tra me e Gabri passa uno sguardo d’intesa. Quando arriva il turno del nostro gruppo scopro invece un istruttore mite, gentile e preoccupato degli aspetti di sicurezza. Perché si può far quasi tutto purché si impari a conoscere e controllare i rischi per sé e per gli altri.
Non so se continueremo a sparare, ma questa di sicuro è una lezione imparata.