Il Coronavirus, i bambini vanno tranquillizzati

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Il Coronavirus, i bambini vanno tranquillizzati

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I bambini sono molto sensibili, sembra abbiano antennine per captare le ansie e le preoccupazioni che aleggiano in famiglia. Per questa ragione, nei giorni in cui si parla in ogni dove di Coronavirus, è preferibile spiegare loro cosa sta accadendo non solo in Italia ma anche nel mondo, ovviamente scegliendo bene le parole affinché possano ben comprendere senza allarmismi inutili.

Sono piccoli ma percepiscono le ansie dei grandi

Dai due anni in poi i bambini si rendono perfettamente conto di quello che sta accadendo attorno a loro, ma quando sono ancora piccoli non sono in grado di codificare tutte le informazioni. Ascoltano le notizie in televisione, vedono le persone che indossano la mascherina, assistono a immagini di medici e ospedali. I più grandicelli restano a casa da scuola e questo sotto alcuni aspetti fa loro piacere, ma sentono la mancanza degli amici, del ritmo rassicurante di tutti i giorni. Tacere, fare finta di nulla non fa altro che allarmarli ancor di più. I bambini, lo sappiamo bene, si lasciano condurre dalla fantasia per rimettere a posto i tasselli di quanto percepiscono. Per questa ragione è essenziale essere chiari con i bambini sul Coronavirus.

L’importanza della comunicazione e dell’igiene

Se dovessimo contare quante volte al giorno è pronunciata e ascolta la parola virus ci vorrebbero tanti zeri dopo un numero, deve quindi essere data la definizione della parola. È ovvio che molto dipende dall’età del bambino, si può dire ad esempio, che è un piccolissimo organismo e per sopravvivere ha bisogno di rifugiarsi in una delle cellule vitali e, solo in alcuni casi, può causare problemi. Va spiegato che i bambini corrono meno pericoli perché sono giovani, hanno effettuato tutte le vaccinazioni quindi hanno un sistema immunitario forte e si alimentano bene e fanno una vita sana. Qualche problema in più ci può essere con i nonni, ma solo quelli che hanno già altre malattie, fortunatamente abbiamo tanti bravi medici e infermieri che sanno prendersi cura di loro. Ecco perché si vedono immagini di dottori, di ospedali, di persone con la mascherina: per proteggere chi non sta bene in totale sicurezza. E spieghiamo che tutti, ma proprio tutti e sempre, possiamo contribuire a proteggere noi stessi e gli altri, semplicemente lavando molto bene e spesso le mani. Riguardo a questo è già da molti anni che l’associazione Guida per Genitori ha lanciato la campagna – Mani pulite + salute per tutti – oltre a donare saponette è stata elaborata una filastrocca da memorizzaresu come lavare bene le mani ma soprattutto è lunga il tempo necessario per un lavaggio ottimale.

Ancora una settimana a casa nelle regioni in quarantena

I bambini potrebbero iniziare ad essere stanchi di restare in casa e, giustamente4 vorrebbero uscire, per questo è importante cercare di fargli vivere questo periodo come se fossero vacanze supplementari: un po’ di buona lettura insieme, i compiti svolti così poi non ci si pensa più, qualche cartone animato di quando erano piccoli. Magari anche qualche attività manuale, come preparare i biscotti oppure, tutti insieme creare coloratissimi collage. Nulla vieta di passeggiare all’aperto: quello che, eventualmente, espone a rischio sono le concentrazioni di persone in luoghi chiusi e affollati. È importante insegnare ai bambini a non ghettizzare alcune categorie di persone, in questo caso quelli di origine cinese e soprattutto altri bimbi come loro. Proprio il contrario del triste episodio capitato a una bambina di soli otto anni nel Lodigiano: ha contratto il virus ed è stata oggetto di insulti sui social. È questo il pericolo più grande che porta con sé un evento come la diffusione del Coronavirus, alimentare la diffidenza degli altri anziché essere attenti alla buona prevenzione a partire dall’igiene delle mani ed a starnutire e tossire dentro il gomito. Insegnammo quindi la filastrocca delle mani pulite

Le mani bagniamo con acqua pulita

e sfreghiamo bene la saponetta tra le dita.

Massaggiamo tra loro le mani molle

e facciamo con il sapone tante bolle.

La destra lava la sinistra e viceversa

e le dita intrecciate ballano la salsa.

I pollici da soli….. frizioniamo 

e le unghie… non dimentichiamo.

Di massaggiar le mani non smettiamo

e di bolle profumate il lavandino inondiamo.

E per due volte andiamo a canticchiare

un motivo per il tempo senza mai fermare:

“Happy birthday to you  

happy birthday to you

Happy birthday to you

Happy birthday to you”

Con acqua chiara le mani sciacquiamo 

e di asciugarle giammai dimentichiamo. 

Rosalba Trabalzini

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Psichiatra, psicologo clinico, psicoterapeuta cognitivista

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