La varicella non è solo vescicole, prurito e un po’ di febbre: è una malattia esantematica con serie ripercussioni sulla salute. In alcuni casi può dare luogo a complicanze, altre volte il virus si annida nei gangli nervosi e può sfociare, anche a distanza di moltissimi anni, in una dolorosa eruzione cutanea nota come Fuoco di Sant’Antonio. Una semplice puntura effettuata dopo l’anno di età mette al riparo dalla malattia e dai rischi che ne possono derivare per tutta la vita. Vaccinare contro la varicella conviene, purtroppo nel nostro paese la vaccinazione è ancora poco diffusa, infatti, molti genitori pensano sia un bene ammalarsi prima possibile così da non pensarci più.
Vaccino gratuito solo in poche regioni
Eppure sarebbe sufficiente scegliere di vaccinare i propri bambini, per evitare la fastidiosa malattia. Nelle regioni che hanno adottato la vaccinazione si è verificato un crollo della malattia e conseguentemente una diminuzione dei ricoveri. Lo hanno ricordato gli esperti della Società Italiana di Igiene – SITI, durante un incontro con la stampa a Roma. Gli esperti hanno mostrato tutti i numeri a favore della vaccinazione, nelle regioni in cui è stato attuato il programma vaccinale gratuito si è registrata una riduzione delle ospedalizzazioni fino a un settimo rispetto all’epoca pre-vaccinale, con una riduzione dei costi connessi da 4 a 7 volte. Non è soltanto la SITI a pensarla in questo modo: anche la Federazione Italiana Medici Pediatri – FIMP, si sta attivando per garantire gratuitamente la vaccinazione contro la varicella su tutto il territorio nazionale ai bambini nati nel corso del 2015. Al momento, infatti, il vaccino è ancora soggetto al pagamento di un ticket che si aggira sui 50 euro in molte regioni: per poterne usufruire, ci si deve rivolgere al pediatra, al consultorio famigliare oppure al centro vaccinale ASL con la richiesta del medico del bambino. Forse è proprio il costo a frenare la scelta delle famiglie. Al momento infatti il vaccino è gratuito solo in alcune regioni: Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Friuli Venezia Giulia.
Una prima dose seguita da richiamo
Il vaccino contro la varicella è disponibile in due dosi: la prima va inoculata tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda tra il quarto e il sesto anno, prima dell’inizio della scuola primaria, come richiamo per una immunità definitiva. Gli effetti collaterali sono minimi: può comparire un po’ di arrossamento nella zona dell’inoculazione del vaccino e in rarissimi casi qualche linea di febbre, che si può tenere sotto controllo con una dose di paracetamolo. In compenso, il vaccino previene una malattia in primo luogo fastidiosa, caratterizzata dalla comparsa delle famigerate vescicole che si trasformano in crosticine ed e venutali cicatrici. Queste, se grattate via, possono infettarsi localmente e lasciare segni indelebili sulla pelle. Per non parlare del prurito, intensissimo e difficile da domare se non con i farmaci antistaminici, oltre che della febbre. È bene tenere presente che il vaccino contro la varicella non protegge solo il singolo bambino, ma anche gli adulti non immuni per i quali la malattia può avere un decorso anche molto serio: le donne in gravidanza e persone con malattie debilitanti e/o croniche.
Lina Rossi