

Dal mondo della scienza arriva un altro monito: non esagerare con la somministrazione di antibiotici. Questi farmaci, utilissimi in presenza di infezioni batteriche, vanno prescritti solo dal medico e se davvero necessario. Gli antibiotici assunti in modo non corretto e a dosi importanti possono provocare una diminuzione dell’efficacia dei vaccini, per la precisione la produzione di anticorpi calerebbe del 6-20% a ogni ciclo di antibiotici.
Secondo uno studio condotto da ricercatori del Rochester General Hospital Research Institute e pubblicato sulla rivista Pediatrics, i bambini sottoposti a ripetuti trattamenti con antibiotici hanno una peggiore risposta ai vaccini dell’infanzia. La ricerca ha arruolato 560 bambini di età compresa tra i sei mesi e i due anni, vaccinati tra il 2006 e il 2016. I dati sono stati confrontati con i livelli di anticorpi tra quelli che avevano ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici al tempo della vaccinazione e quelli che non avevano mai assunto antibiotici. Gli esperti hanno notato che l’esposizione agli antibiotici sembra avere un effetto negativo sui livelli di anticorpi sviluppati in risposta al vaccino. Inoltre, l’effetto sembra cumulativo: perciò a ogni ciclo di antibiotici si osserva una piccola riduzione nei livelli di anticorpi di una quota del 6-10% prima del booster. Dopo il booster, l’effetto cumulativo è maggiore e la riduzione degli anticorpi è del 10-20% per ogni ciclo di antibiotici.
I ricercatori hanno rilevato i seguenti risultati per ogni ciclo di antibiotici, ovvero si registrava una riduzione:
Dopo il booster, la riduzione era rispettivamente del 18,1%, del 21,3%, del 18,9% e del 12,2%. Secondo i responsabili dello studio, il legame tra anticorpi e risposta alla vaccinazione in termini di produzione di anticorpi è da approfondire, ma in precedenti studi si era visto che gli antibiotici hanno effetti negativi sul microbioma dell’intestino, l’insieme di batteri buoni che regola una risposta immunitaria positiva e che pertanto va rispettato.
Gli effetti negativi sull’efficacia dei vaccini si vanno ad aggiungere ad un’altra conseguenza pericolosa dell’assunzione indiscriminata di antibiotici. Si tratta della antibiotico-resistenza, la capacità dei batteri di riconoscere i farmaci e mettere in atto, progressivamente, una strategia per aggirare il loro attacco. La conseguenza pericolosa è che le infezioni divengono allora più difficilmente curabili, perché non reagiscono più ai comuni antibiotici. È quindi essenziale seguire alcune regole:
Non vanno dati antibiotici per il raffreddore e l’influenza, sono malattie virali e gli antibiotici sono inutili contro i virus. Se invece subentra l’otite o la bronchite, è il medico a stabilire il farmaco giusto.
Giorgia Andretti
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