

La salmonella è uno dei batteri più frequentemente responsabili di gastroenterite alimentare in tutto il mondo. Anche nel 2026 continua a causare numerosi episodi di diarrea, vomito, febbre e dolori addominali, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone fragili. Nella maggior parte dei casi l’infezione guarisce spontaneamente, ma in alcune situazioni può diventare seria e richiedere cure mediche.
I batteri del genere Salmonella sono presenti nell’intestino di animali e, più raramente, dell’uomo. La trasmissione avviene soprattutto attraverso alimenti contaminati o per contatto con superfici sporche e mani non lavate. Le fonti più comuni restano note: carne di pollo o tacchino poco cotta, uova crude o non sufficientemente cotte, latte non pastorizzato, formaggi prodotti con latte crudo, carne macinata, frutti di mare e alcuni vegetali contaminati durante coltivazione, trasporto o preparazione. Negli ultimi anni sono stati segnalati focolai anche legati a germogli, frutta secca, spezie, prodotti pronti e alimenti confezionati. Per i genitori è importante sapere che il rischio non dipende solo dall’alimento sospetto, ma anche da come viene gestito in cucina. La contaminazione crociata è una delle cause più frequenti: ad esempio usare lo stesso tagliere per il pollo crudo e per l’insalata senza lavarlo adeguatamente, o toccare cibi pronti con mani contaminate.
Cuocere bene gli alimenti e separare crudo e cotto. Le alte temperature inattivano il batterio, mentre il freddo ne rallenta la crescita ma non lo elimina sempre completamente. Le buone pratiche da seguire in casa sono chiare:
Un capitolo spesso sottovalutato riguarda gli animali domestici e da cortile. Rettili come tartarughe, iguane e serpenti possono ospitare salmonella senza apparire malati. Anche pulcini, anatroccoli e altri volatili possono trasmetterla. Per questo motivo si raccomanda particolare attenzione nei bambini sotto i 5 anni, che tendono a portare le mani alla bocca dopo aver toccato animali, gabbie, terrari o ciotole. Anche il pet food crudo o poco trattato può rappresentare una fonte indiretta di contaminazione domestica. Dopo aver maneggiato mangimi o pulito ciotole e lettiere è bene lavarsi accuratamente le mani.
Compaiono in genere tra 6 e 72 ore dopo il contagio. I più comuni sono:
Nella maggior parte delle persone la guarigione avviene in 4-7 giorni. Il trattamento principale è l’idratazione: acqua, soluzioni reidratanti orali e alimentazione leggera secondo indicazione del pediatra o del medico. Nei bambini piccoli la perdita di liquidi può essere rapida, quindi è importante osservare i segnali di disidratazione: bocca secca, sonnolenza, pianto senza lacrime, urine scarse, irritabilità o abbattimento. Gli antibiotici non servono nella maggioranza delle gastroenteriti non complicate e non vanno assunti senza prescrizione. Possono essere indicati solo in casi selezionati: lattanti molto piccoli, infezioni invasive, immunodepressione, febbre elevata persistente o condizioni cliniche particolari. Quando chiamare il medico subito? Se il bambino ha sangue nelle feci, febbre alta che non passa, vomito continuo, segni di disidratazione, forte debolezza, dolore addominale importante o se ha meno di un anno.
Nel 2026 la salmonella resta prevenibile soprattutto con gesti quotidiani: mani pulite, cottura adeguata, frigorifero efficiente e attenzione in cucina. La sicurezza alimentare inizia a casa.
Sahalima Giovannini