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Quando arriva la malattia del bacio

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Niente a che vedere con la passione, qui si parla di mononucleosi, l’infezione virale che si trasmette attraverso la saliva: vediamo insieme i sintomi e la terapia da seguire.

La mononucleosi è una infezione virale acuta sostenuta dal virus di Epstein Barr. E’ un virus appartenente alla famiglia degli herpes virus, quindi la malattia si verifica soltanto nei soggetti che non hanno gli anticorpi specifici contro il virus di Epstein Barr. Una volta contratta la malattia, gli anticorpi restano presenti per tutta la vita, quindi è sufficiente eseguire una ricerca degli anticorpi per avere la certezza di essere immunizzati contro la malattia.

La malattia del bacio

L’infezione sembra essere trasmessa attraverso la saliva, infatti il virus è regolarmente presente nella saliva dei soggetti affetti non soltanto nella fase acuta della malattia ma anche per alcuni mesi dopo la guarigione definitiva. La malattia si diffonde attraverso i contatti ravvicinati, per questo motivo è anche chiamata la malattia del bacio. Negli ambienti con condizioni igienico sanitarie scadenti, le infezioni si verificano spesso nei bambini (scambio di giochi che sono dai bambini portati alla bocca) mentre negli ambienti socio-economici più elevati il contagio avviene più di frequente nell’età adolescenziale. La mononucleosi infettiva comunque non è molto contagiosa.

I sintomi

La sintomatologia si presenta dopo un periodo di incubazione che va dalle 4 alle 7 settimane. Inizialmente si avverte un senso di malessere simile ad un raffreddamento con mal di testa e forte senso di freddo, a questo periodo prodromico segue un forte rialzo termico, intenso mal di gola e linfonodi ingrossati e doloranti, in modo particolare quelli del collo. In circa il 50% dei pazienti si evidenzia l’ingrossamento della milza. Le complicazioni possono interessare organi come il fegato con il suo ingrossamento, i polmoni con la presenza di tosse e difficoltà respiratorie e un interessamento del sistema nervoso centrale quest’ultimo anche dopo la fase acuta della malattia.
Dalla malattia in genere si guarisce tra le due e quattro settimane anche se alcune volte può persistere anche per 2 o 3 mesi. La guarigione al termine è buona.

La terapia

Durante la fase acuta della malattia il riposo a letto è necessario, soprattutto se sono interessati organi come la milza e o il fegato, in questo periodo va evitato accuratamente l’esercizio fisico. Non ci sono farmaci specifici per la patologia ed anche gli antivirali non sono di aiuto. Per alleviare la febbre ed il dolore possono essere somministrati degli analgesici.
La mononucleosi può essere causata anche dal Cytomegalovirus, la sintomatologia è la stessa ed anche questo virus appartiene alla famiglia degli Herpes virus. La differenza è che questo tipo di infezione si può presentare in forma congenita o post natale a qualsiasi età, può assumere la forma patologica acuta o decorrere in modo silente senza conseguenze, è questo tipo di infezione che può provocare gravi danni ai feti di donne contagiate durante la gravidanza.
La proporzione del contagio è del 15% per il Cytomegalovirus e del’85% del virus di Epsten Barr.

 

 

Ha collaborato:
Dott. Lino Claudio Pantano

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