

È allerta morbillo: lo fanno sapere i Center for Diseases Control americani, ossia i Centri per il controllo delle malattie, che nei primi quattro mesi dall’inizio del 2014 hanno registrato più casi della malattia che negli ultimi vent’anni. Il morbillo aveva subito un notevole abbassamento ed era stato possibile tenerlo sotto controllo grazie alla diffusione dei vaccini. Negli ultimi anni, però, molti genitori hanno smesso di vaccinare i loro figli, in parte perché convinti che non sia realmente necessario, in parte perché dissuasi da tante pseudo-campagne di informazione, secondo le quali proprio il vaccino contro questa malattia sarebbe responsabile dei problemi di autismo.
Il morbillo espone al rischio di complicanze gravi
Insomma, dopo un periodo in cui le vaccinazioni di massa avevano virtualmente eradicato la malattia, in 4 mesi ci sono stati 129 casi registrati della patologia in ben 13 stati dell’Unione con in testa grandi centri come New York: per decenni ci sono stati meno di 60 casi l’anno, ora i numeri sui nuovi contagi sono considerati a livello epidemico. Prima che le immunizzazioni si diffondessero a livello di massa, il morbillo colpiva negli Usa 500.000 persone l’anno. Il morbillo è una malattia infettiva acuta legata all’azione di un virus. È caratterizzata dalla comparsa di febbre alta, tosse, catarro, fastidio alla luce e dal caratteristico esantema con macchioline rosa intenso, prima tonde poi irregolari, che compaiono sul volto e poi sul resto del volto. L’aspetto più temibile del morbillo è il rischio elevato di complicanze. Infatti, i bimbi sotto i due anni e i soggetti adulti che non hanno mai avuto la malattia possono essere soggetti a forme di otite, broncopolmonite e soprattutto di encefalite, un’infiammazione del cervello che può portare a danni permanenti fino al decesso.
Eradicazione, un obiettivo da perseguire
L’unica arma efficace è il vaccino, eppure di recente molte famiglie, negli USA ma anche in Europa e in Italia, hanno rinunciato a utilizzarlo, per colpa della credenza che si è diffusa, secondo la quale il vaccino contro il morbillo potrebbe causare forme di autismo. Gli esperti di salute infantile di tutto il mondo hanno dibattuto a lungo sulla questione, per giungere alla conclusione che non esiste alcun legame tra la somministrazione del vaccino e l’autismo. Il rischio di complicanze, con disabilità e decessi, è invece molto più alto ed è soprattutto questo che si deve evitare proprio attraverso le campagne vaccinali. Se fosse possibile ottenere una radicale eradicazione della malattia, forse in un futuro non sarà più nemmeno necessario vaccinare contro il morbillo: un po’ come è successo per il vaiolo, che è stato sconfitto completamente da quasi 40 anni ma il cui virus sopravvive in vitro nei laboratori, a scopo cautelativo. L’eradicazione del morbillo si otterrà solo se si potranno sottoporre al vaccino non solo i bambini ma anche i soggetti adulti non immunizzati, che possono rappresentare un veicolo di diffusione della malattia. Ogni nazione che partecipa al Programma Internazionale di eradicazione dovrebbe riuscire a raggiungere, un livello di coperture vaccinali pari o maggiore al 95%, mettendo in atto strategie per garantire la diffusione dei vaccini tra la popolazione. Il morbillo endemico potrà considerarsi eradicato quando si verificherà la completa scomparsa per un periodo di almeno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto. Raggiungere questo obiettivo è sicuramente dovere delle istituzioni, ma dipende anche dall’aderenza delle famiglie al programma di vaccinazione, che parte dalla consapevolezza dell’importanza di questo strumento.
Giorgia Andretti