

bambina asmatica asma
7,5 milioni: sono le persone che, in Italia, soffrono di malattie respiratorie croniche, di queste, però, meno della metà si cura appropriatamente. Se tra gli adulti è uno su due a non rispettare le prescrizioni del medico, tra i bambini, gli adolescenti e gli anziani l’adesione alle terapie è ancora minore: il 70% degli under 14 dopo un anno non prende più farmaci, il 60% degli adolescenti non si cura affatto e oltre il 60% degli anziani segue la terapia per non più di due mesi.
I bambini sono curati poco
Questi dati sono stati diffusi dalla Società Italiana di Medicina Respiratoria – SIMER e dalla Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica -SIAAIC e sono stati discussi in occasione della presentazione della campagna di sensibilizzazione di aderenza alle terapie. L’obiettivo è di far sì che gli oltre 7,5 milioni di italiani con asma, enfisema e bronchite cronica seguano le terapie senza errori. I soggetti più a rischio, quelli che portano avanti la terapia in modo intermittente sono i bambini. Nei piccoli, l’adesione alle cure dipende dai genitori: in alcune famiglie ad esempio si commette l’errore di aspettarsi che il bambino impari molto presto a gestire in maniera autonoma la malattia. In altre ancora si pensa che un miglioramento equivalga alla guarigione. Le malattie croniche, invece, come dice il nome stesso vanno seguite per lunghi periodi. Altra categoria a rischio è quella degli adolescenti: spesso per ribellione evitano deliberatamente i farmaci. Infine hanno una scarsa aderenza alle cure gli anziani, che dimenticano più spesso i medicinali e non di rado devono essere curati per più di una patologia, ritrovandosi a dover affrontare regimi terapeutici complessi e gravosi nei quali inevitabilmente finiscono per tralasciare qualcosa.
Ecco perché non si curano queste malattie
Molti sono i motivi che possono causare l’inadeguata o mancata aderenza alle terapie, spiegano gli esperti. I più comuni sono la dimenticanza, le variazioni nello schema terapeutico, uno stile di vita troppo attivo: tanti seguono la terapia dal lunedì al venerdì, poi nel fine settimana o in vacanza non riescono a farlo adeguatamente. Molti malati adulti o anche ragazzi modificano deliberatamente la terapia, perché pensano di non averne bisogno nei periodi in cui hanno meno sintomi, perché temono gli effetti collaterali o perché lo schema terapeutico interferisce molto con la loro vita quotidiana. In altri ancora, la mancata adesione è inconsapevole, perché non si sono comprese le istruzioni date dal medico e non si è capita l’importanza dell’aderenza alla terapia: se il rapporto medico-paziente è frettoloso, inevitabilmente si rischiano lacune nella comprensione della gestione della malattia. La mancata e inadeguata adesione alle terapie è causa del 24% delle ricadute e di 6 ricoveri su 10 e comporta costi evitabili pari a quasi 10 miliardi di euro all’anno su un totale di spese per le malattie respiratorie di 14 miliardi di euro. È quindi necessario acquisire una maggiore consapevolezza nei confronti di queste malattie che possono avere un impatto non indifferente sulla salute e sulla qualità della vita, limitando i bambini e i ragazzi nella vita sociale e nella pratica dell’attività sportiva. Per questo è importate far sempre riferimento al pediatra e allo specialista – pneumologo o allergologo – per chiarire qualsiasi dubbio e per avere la giusta motivazione nel seguire le cure in modo costante.
Lina Rossi