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Le infezioni delle vie urinarie

Patologia comune nei bambini, richiede però particolari attenzioni per evitare gravi conseguenze renali

Le infezioni delle vie urinarie sono una patologia comune nel bambino, tuttavia è richiesta una particolare attenzione nella cura in modo da evitare lo sviluppo di cicatrici renali o di mancata crescita del rene specie nei piccoli di età inferiore ai 4 anni.

Come effettuare la diagnosi
E’ di fondamentale importanza eseguire un prelievo delle urine senza “inquinare” il campione con germi della pelle. Pertanto il bambino/a va lavato con sapone e risciacquato bene nella zona genitale e, se non collabora, gli va applicato un sacchetto adesivo aspettando che urini. Il bambino che collabora va comunque lavato ed invitato ad urinare facendo attenzione a raccogliere nel contenitore sterile solo la seconda parte dell’urina emessa, meglio se al mattino. I campioni raccolti dovrebbero essere almeno due e andrebbero immediatamente portati al laboratorio per eseguire l’esame delle urine e l’urinocoltura. L’infezione è presente se l’esame delle urine dimostra numerosi leucociti, globuli rossi, nitriti e batteri visibili e se all’urinocoltura si sviluppano più di 100.000 colonie, per millilitro, dello stesso germe in tutti i campioni.
Una volta fatta la diagnosi d’infezione è bene eseguire un’ecografia del rene e delle vie urinarie per dimostrare eventuali malformazioni predisponesti alle ricadute (ostruzioni, reflusso vescico-ureterale) o lesioni secondarie.

Come si curano le infezioni delle vie urinarie
Scopo del trattamento è certamente quello di eliminare l’infezione, di prevenire la batteremia e di ridurre un eventuale danno renale. L’uso di antibiotici per via intramuscolare o endovenosa deve essere applicato in quei pazienti con quadro settico, disidratati, e incapaci di assumere per bocca la terapia al fine di raggiungere adeguati livelli antimicrobici del farmaco. Il ciclo completo di terapia dura dai 7 ai 14 giorni. Le terapie di breve durata (3-4 giorni) sono meno efficaci delle terapie di lunga durata (7-14 giorni). Il trattamento per via orale include antibiotici di prima scelta quali l’amoxicillina, il sulfametossazolo associato al cotrimossazolo o le cefalosporine.

Come trattare il bambino che ha avuto un’infezione
Un bambino che ha avuto un’infezione alle vie urinarie va seguito in modo diverso in base all’età, se si tratta della prima infezione o se ha presentato episodi ricorrenti. L’età del bambino contribuisce a selezionare quei soggetti a rischio per la formazione di cicatrici. Tale rischio è più elevato nei primi mesi di vita, dopo aver contratto un’infezione delle vie urinarie. Questo è il caso in cui potrebbe essere utile una profilassi antibiotica, fino a che gli accertamenti diagnostici non vengano completati. A tal fine l’utilizzo della profilassi antibiotica a basso dosaggio sembra oggi rappresentare una scelta terapeutica razionale e appropriata, in particolare in tutte quelle situazioni di rischio che potrebbero facilitare lo sviluppo di una infezione e di favorirne la diffusione al livello del parenchima renale. Sono sicuramente da considerare tali le uropatie ostruttive, le forme dilatative, i reflussi vescicoureterali e le infezioni recidivanti. La profilassi con antibiotici offre le maggiori garanzie di un risultato efficace, soprattutto se associata alle basilari regole di igiene e a un appropriato svuotamento vescicale. Va comunque estendendosi anche la terapia con i probiotici. Alcuni ceppi di lattobacilli selezionati sembrerebbero inoltre efficaci nella prevenzione dalle infezioni sia perché costituiscono una barriera all’ascensione dei germi capaci di provocare l’infezione delle vie urinarie, e anche per la loro capacità di produrre la crescita e l’adesione di germi antagonisti. Studi ancora in corso permetteranno di valutare, a più lungo termine, la loro efficacia.

 

Prof. Manuel Castello

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