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L’alitosi nei bambini

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Il problema dell’alito cattivo è causa di imbarazzo, secondo i dati, per circa il 40 % degli italiani, senza distinzione tra uomini e donne. Molti hanno motivo di esserne imbarazzati, perché probabilmente ne soffrono davvero. I dentisti sostengono, infatti, che circa la metà della popolazione mondiale soffra di alitosi, ovvero dell’odore sgradevole del fiato che si percepisce alla normale distanza tra due persone che conversano. Quello che non si sa è che anche i più piccoli, che dovrebbero avere il fiato fresco per definizione, possono avere l’alito pesante. Mentre negli adulti i responsabili dell’alitosi possono essere di origine odontoiatrica, come ad esempio la periodontite o di origine gastrointestinale, nei bambini il problema è legato a problemi transitori e assolutamente curabili.

Le cattive abitudini alimentari
L’alitosi anche nei bambini può essere legata all’ingestione di alimenti dall’aroma intenso come aglio e cipolla, il cui odore si percepisce anche diverse ore dopo il pasto. L’alito che ha un aroma intenso di frutta troppo matura può essere segnale di acetone, una condizione legata alla presenza di corpi chetonici nel sangue, sostanze che si producono dal metabolismo dei grassi quando la dieta è povera di zuccheri semplici e ricca di proteine. Ancora, il bambino può avere abitudini sbagliate, come quella di bere troppo poco o di mangiare poca frutta e vegetali a vantaggio di alimenti saporiti o molto dolci e avere quindi la bocca sempre piuttosto asciutta. Questa è la cosiddetta secchezza delle fauci, con riduzione di salivazione e quindi maggiore ristagno, nel cavo orale, di batteri anaerobi all’origine del cattivo odore. Bere, per esempio, idrata le mucose e spazza via i batteri che si accumulano in bocca: due sorsi d’acqua sono un rimedio efficacissimo per il cattivo odore in bocca.

Spesso è colpa della scarsa igiene
Nella maggior parte dei casi, però, l’alito cattivo è legato a un problema ai denti. Non sempre infatti i bambini seguono una corretta igiene orale, nemmeno quando sono spuntati tutti i denti decidui. Questi infatti sono considerati denti poco importanti, a torto, perché vanno curati per mantenere lo spazio per quelli definitivi. I denti non ben lavati sono soggetti ad accumulo di placca batterica, terreno ricco di batteri responsabili anche della carie. Un dente cariato diventa un facile ricettacolo per residui alimentari che vengono attaccati dai batteri stessi che, decomponendoli, danno il via a reazioni che provocano la formazione di composti solforati, responsabili del cattivo odore. È essenziale che i bambini siano abituati alla cura dell’igiene orale fin dai primi mesi, in questa fase le gengive possono essere pulite semplicemente con una garzina. Poi con i primi denti si inizia con lo spazzolino morbido senza dentifricio, per massaggiare bene i dentini. Una goccia di dentifricio per bambini va utilizzata solo dopo i 5 anni, sempre sotto la supervisione dell’adulto.

A volte è il raffreddore la causa
Una situazione comune, ma transitoria, di alitosi nel bambino è legata al raffreddore, alla tosse e ad altre infezioni delle prime vie respiratorie. In questi casi il bambino, non respirando bene, è costretto a respirare con la bocca facendo così asciugare le mucose e favorendo la formazione di batteri responsabili di cattivo odore. Lo stato infiammatorio generale delle mucose di naso e gola coincide con il ristagno della secrezioni diventando un terreno fertile per la proliferazione di batteri. Per evitare che questo avvenga e per non incorrere in complicanze come otite o bronchite, è opportuno osservare una corretta igiene del naso utilizzando soluzione fisiologica nelle narici e mantenendo umidificato l’ambiente. Bere molto, preferendo tisane o semplice acqua aiuta a dare sollievo e a respirare meglio oltre che a migliorare l’alitosi.

Giorgia Andretti

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