La febbre nei bambini: sfatiamo i falsi miti

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La febbre nei bambini: sfatiamo i falsi miti

Paracetamolo appena compaiono due linee di febbre. Oppure, al contrario, nessun farmaco fino a quando la febbre sale davvero tanto, nella convinzione che così: si diventa alti. Ancora: bambini coperti fino all’inverosimile per far sudare, o ancora obbligati a tenere sulla fronte un panno freddo e fastidioso. Quando a un bambino viene la febbre, la fantasia dei genitori e anche quella dei nonni si scatena. E si ricorre ai rimedi più diversi perdendo di vista l’obiettivo, garantire il benessere del piccolo permettendo, al tempo stesso, alla febbre di fare il suo corso e contribuisca a combattere l’infezione che la provoca, di cui la febbre stessa è un sintomo.

Febbre e falsi miti
I falsi miti che circondano la febbre dei più piccoli sono stati tra gli argomenti affrontati dai pediatri riuniti a Milano per il 34° Congresso di antibioticoterapia in età pediatrica. Gli esperti hanno stilato dieci regole d’oro facili da seguire, ma essenziali per la corretta gestione della febbre nei bimbi. Si deve partire intanto dalla corretta definizione di febbre: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, fino a 37,5° non è corretto parlare di febbre, ma solo di un fisiologico rialzo termico che può essere legato a situazioni transitorie, come la lieve disidratazione, non rara nei bambini oppure lo sforzo fisico. Altre raccomandazioni riguardano la corretta misurazione, la tipologia dei farmaci e anche la dose. Ecco i dettagli.

1) Per i bambini fino a un mese si deve ricorrere alla misurazione ascellare con termometro elettronico. Per i bambini oltre le 4 settimane, si può utilizzare la misurazione ascellare con termometro elettronico o quella timpanica con termometro a infrarossi;
2) La via di misurazione rettale della temperatura corporea non dovrebbe essere impiegata di routine nei bambini con meno di 5 anni, perché è invasiva e causa disagio;
3) La misurazione orale della temperatura corporea è da evitare.
4) Spugnature con liquidi tiepidi, bagni, esposizione a correnti di aria fresca, applicazione di borse del ghiaccio, frizione della cute con alcool e altri mezzi fisici della nonna sono sconsigliati, ad eccezione dei casi di ipertermia con febbre altissima quando un bagno tiepido può servire, ma solo se consigliato dal pediatra;
5) Paracetamolo e ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica, sono farmaci generalmente sicuri ed efficaci e devono essere utilizzati a dosaggi standard;
6) I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino solo quando alla febbre si associ un quadro di malessere generale: è inutile somministrare il farmaco con 37.8° se il bambino mostra di stare bene;
7) Meglio evitare l’uso combinato o alternato di ibuprofene e paracetamolo: mancano evidenze scientifiche sulla sicurezza rispetto alla terapia con un singolo farmaco. Uno solo basta già a far calare la febbre;
8) Il paracetamolo o l’ibuprofene non devono essere utilizzati nei casi di convulsioni febbrili. In questo caso l’unica cosa da fare è chiamare subito il pediatra;
9) L’acido acetilsalicilico non è indicato in età pediatrica, il suo uso è permesso solo dopo i 12 anni, perché potrebbe causare la Sindrome di Reye;
10) L’entità della febbre non è l’unico fattore per valutare il rischio di infezione batterica grave, tranne che in particolari circostanze, per esempio nei bambini di età inferiore ai 3 mesi. Anche in questo caso è bene consultare il pediatra.

Lina Rossi

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