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Influenza, le mamme sono informate sulle conseguenze dell’influenza

Grazie alla partecipazione anche delle mamme di GuidaGenitori.it, la Società Italiana di Pediatria ha reso noti i risultati del formulario proposto lo scorso anno. Le mamme sono informate sui rischi dell’influenza.

Le mamme italiane sono promosse: hanno una buona consapevolezza sui rischi legati all’influenza, a riferirlo è la Società Italiana di Pediatria – SIP. Al termine della scorsa stagione influenzale, marzo-aprile 2011, abbiamo pubblicato sulle nostre pagine un questionario, realizzato appunto dalla SIP con il contributo della Novartis Vaccini, con l’obiettivo di conoscere la consapevolezza delle mamme italiane dei possibili rischi conseguenti all’infezione influenzale. Il risultato della ricerca sta per essere pubblicata sulla rivista medica internazionale ‘Vaccine’. Grazie a tutte le mamme italiane, in modo particolare alle nostre lettrici, per aver contribuito al risultato della ricerca. E’ quello raggiunto un importante risultato: i genitori hanno una maggiore consapevolezza sulla tematica della salute e il benessere dei propri figli.

Ecco come si è svolta la ricerca
La ricerca puntava a sondare l’opinione delle mamme italiane con figli sotto i 14 anni sulla percezione dei rischi e sull’opportunità di ricorrere al vaccino antinfluenzale per proteggere i piccoli di casa. Lo studio ha raccolto un totale di 1.515 risposte. La consapevolezza dei rischi legati all’influenza è buona: quasi la metà delle intervistate (46,5%) ha dichiarato, infatti, che l’influenza è una patologia altamente trasmissibile e più del 60% identifica correttamente nei bambini sotto i 4 anni la fascia più colpita, mentre il 63% riconosce che, nelle forme più gravi, l’influenza può portare anche al ricovero ospedaliero. Dallo studio è emerso l’impatto dell’influenza sulla salute del bambino, ma anche sulla famiglia. Nel 63% dei casi definiti come di influenza dal campione intervistato, infatti, almeno uno dei due genitori si è dovuto assentare dal lavoro, per prendersi cura del figlio. Inoltre quasi 9 bambini su 10 hanno assunto un trattamento farmacologico, mentre in 2 casi su 100 è stato necessario il ricovero ospedaliero. Nonostante la copertura vaccinale per l’influenza in età pediatrica sia bassa, la percentuale di mamme che si dichiara favorevole alla somministrazione della vaccinazione per il proprio figlio, se consigliata in questo senso dal pediatra, è del 54%.

Il pediatra, una figura su cui contare
Quando un bambino prende l’influenza, soprattutto se è piccolo, se la febbre sale o se compaiono complicanze, la figura di riferimento è il pediatra di famiglia. “Il pediatra rappresenta la figura di riferimento per le famiglie in fatto di decisioni riguardo le vaccinazioni”, spiega Alberto E. Tozzi – Responsabile scientifico per la comunicazione della SIP e Coordinatore dell’area di ricerca di malattie multifattoriali e fenotipi complessi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Promuovere formule partecipative, per esempio attraverso un’indagine come questa, nei percorsi di informazione e cura della propria salute, aiuta a stimolare i cittadini ad assumere un ruolo consapevole, responsabile e proattivo rispetto alle proprie scelte”, prosegue l’esperto. Dunque, in linea con quanto emerge anche da un recente report curato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – Ecdc, le strategie di informazione all’opinione pubblica su temi di salute e su situazioni di rischio per la salute, come nel caso delle sindromi influenzali, “dovrebbero essere sviluppate con un approccio partecipativo, anziché limitarsi a costruire una comunicazione a senso unico, dove gli esperti informano la popolazione”, afferma Tozzi.

L’importanza di effettuare la vaccinazione
L’incidenza più elevata dell’influenza si registra nella fascia d’età pediatrica 0-14 anni. Ciononostante, salvo rare eccezioni, quasi nessun Paese europeo, inclusa l’Italia, ha lanciato una strategia per la vaccinazione ‘a tappeto’ del bambino, focalizzando l’attenzione sui soli gruppi a rischio. Così in Italia, nella stagione 2009-2010, è stato vaccinato il 6% dei bambini di età inferiore ai 5 anni, ricorda la SIP: “Finora le evidenze riguardo l’efficacia della vaccinazione influenzale in età pediatrica non sono state sufficienti a giustificare un’offerta universale della vaccinazione stessa”, aggiunge il dottor Tozzi. “Naturalmente le evidenze della letteratura scientifica vanno continuamente aggiornate e nuovi promettenti vaccini antinfluenzali per l’età pediatrica sono alle porte”, conclude l’esperto.

Sahalima Giovannini

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