Capricci da contenere
6 Novembre 2006
Alimentazione a rischio
20 Novembre 2006

Il decalogo antinfluenza

Condividi sui social

Per evitare i malanni tipici della stagione invernale è bene mettere sotto controllo il proprio stile di vita

Cattiva alimentazione, abbigliamento inadeguato, stili di vita errati. Sono questi i principali alleati dell’influenza e, più in generale, dei disturbi tipici della stagione invernale. Ad affermarlo è uno studio dell’Osservatorio FederSalus, condotto da Eta Meta Research su 100 esperti tra medici generici, nutrizionisti e dietologi. Secondo la ricerca a favorire influenza e raffreddore non sono solo i caratteristici fattori di rischio quali umidità, escursioni termiche, esposizione a virus influenzali, ma anche le frequenti e poco salutari abitudini alimentari e di vita. Come prevenire allora i possibili malanni? Quali sono gli errori più frequenti da non commettere? E, soprattutto, quale stile di vita adottare per mantenersi sani? Le risposte arrivano direttamente dagli esperti intervistati durante la ricerca, che hanno messo a punto un vero e proprio decalogo della salute per aiutare grandi e piccoli ad uscire indenni da quello che il 71% dei medici considera uno dei periodi dell’anno a maggior rischio.

Stili di vita sotto accusa
Al primo posto tra le cause scatenanti di malattie influenzali, rivela la ricerca, vi sono senza dubbio gli sbalzi di temperatura che, secondo il 34% degli interpellati, rappresentano la principale causa di raffreddamenti e stati influenzali. A ciò si aggiunge per il 49% un abbigliamento inopportuno o non consono alla stagione e uno stile di vita irregolare che, per il 31% degli esperti, costituisce un importante fattore di rischio. Ma a mettere a letto gli italiani è, secondo il 22% dei medici, anche un’alimentazione scorretta, povera cioè di vitamine e, in generale, di sostanze utili a garantire le difese. Non dimentichiamo infine che la diffusione e la trasmissione dei virus avviene per lo più in luoghi affollati che rappresentano un fattore di rischio nel 12% dei casi. In ogni caso e qualunque sia la causa, i disturbi che conseguono alle scorrette abitudini di vita sono per la maggior parte di ordine fisico: dolori muscolari (52%) e reumatici (39%), legati per lo più agli alti tassi di umidità e alla variabilità delle temperature. Non mancano tuttavia i malesseri di origine psicofisica come gli sbalzi d’umore nel 43% dei casi, l’apatia per il 36% e il senso di spossatezza secondo il 31% degli intervistati.

I soggetti a rischio
I soggetti maggiormente esposti al pericolo di contrarre influenze e malanni invernali sono naturalmente le categorie più deboli, tra cui bambini nel 27% dei casi e gli anziani per il 23%. Ma, spiegano gli esperti, tutti possono potenzialmente finire a letto con influenza e raffreddore. Nessuno escluso. Secondo lo studio dell’Osservatorio, infatti, per il 48% degli esperti interpellati, il problema coinvolge tutte le fasce della popolazione: al primo posto naturalmente i fumatori (35%), i manager, sottoposti a particolari pressioni (27%) ed i single (22%).”Lo stile di vita e una alimentazione ricca di tutti quegli elementi fondamentali per le difese immunitarie hanno una grande rilevanza – conferma il professor Andrea Strata, Docente di nutrizione clinica all’Università di Parma -, ecco perché tra le categorie più a rischio, oltre agli anziani, ci sono sicuramente i single: mangiano in modo trascurato, seguono ritmi e stili di vita irregolari e, soprattutto nelle grandi città, si riducono a consumare un solo pasto al giorno, riducendo al minimo le riserve di vitamine e di tutti quegli elementi necessari al nostro corpo per difendersi dagli attacchi esterni”.

I danni della disinformazione
Il problema più grande, o per meglio dire primario, non è tuttavia tanto quello di imparare a mutare le abitudini di vita, quanto quello di rendersi conto che queste sono errate e soprattutto, che possono concorrere a generare malesseri e influenze. Secondo il 47% degli esperti, gli italiani a conoscenza di rischi e rimedi che attuano conseguentemente una vera e propria prevenzione sono davvero pochissimi. Nella maggior parte dei casi, infatti, sembra che a quanto parte ci si limiti piuttosto a cercare di correre ai ripari quando ormai é tardi, mentre per il 28% degli intervistati troppo spesso ci si affida ai consigli offerti dalla Tv (21%), o dai parenti (17%). E’ ancora molto diffusa inoltre l’opinione secondo la quale l’influenza si contrae per colpi di freddo e non a causa di virus e che il modo migliore per evitarla sia di coprirsi tanto, anzi troppo: un comportamento, al contrario, assolutamente errato poiché rischia di provocare una sudorazione eccessiva e di aumentare il rischio di colpi di freddo.

Un decalogo per stare bene
E’ proprio per fornire informazioni utili, ma soprattutto corrette, che i medici intervistati dall’Osservatorio FederSalus hanno realizzato un decalogo efficace per prevenire nel modo migliore i malanni invernali. Ve lo proponiamo di seguito in forma integrale.

  • Curare particolarmente l’alimentazione: autunno e inverno sono i momenti in cui il fisico è sottoposto a grandi stress e che richiede quindi una particolare cura, soprattutto per quanto riguarda vitamine e sali minerali.
  • Mai sottovalutare i sintomi influenzali.
  • Cercare di tenere uno stile di vita il più regolare possibile: giuste ore di sonno e pasti corretti ad orari regolari.
  • Non affidarsi a rimedi caserecci.
  • Assumere integratori alimentari: affiancando alla propria alimentazione elementi quali le vitamine e tutto ciò di cui il corpo ha maggiormente bisogno per difendersi dagli attacchi al proprio sistema immunitario.
  • Ricordarsi sempre dell’importanza di integrare i liquidi: le buone abitudini dell’estate di bere spesso valgono anche per l’autunno, quando l’umidità fa aumentare la sudorazione.
  • Scegliere con cura l’abbigliamento. Sì ai vestiti “a strati”, no ai capi troppo pesanti che provocano abbondante sudorazione.
  • Fare attenzione agli sbalzi di temperatura: la differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai essere superiore ai 10-15 gradi.
  • Non trascurare l’attività fisica, anche se in questo periodo non bisogna eccedere per non sovraffaticare l’organismo.
  • Evitare i luoghi troppo affollati dove si moltiplicano le occasioni di contagio, specialmente se si è già fisicamente debilitati.

     

    Paola Ladogana

  • Registrati o Accedi

    Lascia un commento