Fino ai tre anni il ritmo veglia-sonno ha bisogno di un’ora di recupero nel pomeriggio

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Fino ai tre anni il ritmo veglia-sonno ha bisogno di un’ora di recupero nel pomeriggio

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Fino a tre anni-tre anni e mezzo non ci sono problemi. A casa, al nido o alla scuola per l’infanzia, dopo il pasto di mezzogiorno il bimbo viene preso da un intenso, dolce sopore. Tra le braccia della mamma, della tata o dell’educatrice, il piccolo si lascia sistemare volentieri nel lettino o sul materassino insieme agli altri bambini. Chiude gli occhi e… buon riposo, ci si rivedere tra un’oretta, fresco e riposato, pronto per altri giochi e per la merenda. L’esigenza del riposino al pomeriggio, fino ai tre anni almeno, asseconda i ritmi circadiani che, nel bambino piccolo, hanno un calo nelle ore notturne come gli adulti e anche nel primo pomeriggio. Tra le 14 e le 16 si verifica infatti un abbassamento fisiologico della vigilanza particolarmente evidente nei bambini piccoli, proprio per l’immaturità del sistema nervoso.

Un sonnellino che aiuta a recuperare energie
Il riposino pomeridiano è un’esigenza di tutti i bambini, fino ai tre anni di età, perché aiuta a recuperare le energie spese durante le attività del mattino e affrontare con buonumore quelle del pomeriggio. Il lasso di tempo che ogni bimbo passa a dormire è, invece, variabile: ad alcuni piccoli è sufficiente un’oretta, altri hanno bisogno di due o addirittura tre ore per sentirsi riposati e freschi. Dipende dalle caratteristiche individuali del piccolo: già nell’infanzia il fabbisogno di sonno può essere variabile. Alcuni piccoli dormono dodici ore filate ogni notte e, di conseguenza, possono avere una minore esigenza di dormire durante il giorno. altri piccoli, invece, riposano nove o dieci ore, interrotte magari da frequenti risvegli. Per questo, durante la giornata possono avere necessità di riposare e, in questo caso, è giusto assecondare il calo fisiologico dell’attenzione del primo pomeriggio. È bene non commettere l’errore di far saltare il sonnellino al bambino nella speranza che dorma meglio la notte. Nei piccoli, avviene un meccanismo diverso rispetto a quello degli adulti: se il piccolo non dorme, la sera non è più stanco, ma solo più nervoso a causa dell’adrenalina accumulata per mantenere lo stato di veglia. Metterlo a letto sarà quindi più difficile, perché il piccolo sarà noioso e si lascerà andare a capricci.

I segreti per aiutare il riposino
Paradossalmente, insomma, meno un bambino dorme, meno vorrebbe dormire. Quando arriva l’inverno, però, è forte la tentazione di non mettere a nanna il piccolo, ma di uscire per farlo giocare e sfruttare così le ore di luce e di tepore prima del precoce buio della stagione fredda. Qualche eccezione è sicuramente consentita: il piccolo può uscire dopo il pasto, per un’oretta, per una breve passeggiata o mezz’ora di gioco, ma dovrebbe rientrare a casa entro le 15, in modo da poter avere il tempo di dormire almeno un’oretta. Mettere un bimbo a nanna dopo le 16 comporta il rischio che crolli fino alle cinque pomeridiane e anche oltre, confondendo il sonno del pomeriggio con quello notturno e svegliandosi nervoso e irritato, come succede dopo un brusco risveglio da sonno profondo. La sana abitudine del riposo dopo pranzo deve essere mantenuta, seguendo qualche accorgimento. Non bisogna lasciar passare troppo tempo dopo il pasto, in modo da “sfruttare” la sonnolenza del bambino. Vanno evitate le attività eccitanti, i giochi scatenati o il cartone animato che lo possa agitare. Quando il piccolo inizia a strofinarsi gli occhi e a sbadigliare è il momento giusto per scivolare nel sonno.

Per farlo scivolare nel sonno
Una volta adagiato il bimbo nel lettino, si possono abbassare le tapparelle poco per volta, per favorire la sonnolenza, quindi la mamma o la tata si dedicano a qualcosa di tranquillo restando vicino a lui. L’ideale sarebbe una breve lettura, o l’ascolto di un po’ di musica rilassante, o il racconto di una favola, come siete abituati a fare prima del riposo notturno. Poco per volta, il bimbo si appisolerà. E, anche se non dovesse cadere nel sonno profondo, un’oretta al buio e in un ambiente rilassante e in posizione sdraiata, sarà comunque un modo per riposarsi. E se, il bimbo proprio non ha voglia di dormire magari perché al mattino si è alzato un po’ tardi lasciamogli godere del sano relax davanti ad un libro di immagini rilassanti. Il bimbo potrà, al termine del relax essere invitato a riprendere il gioco o a gustare una buona merenda.

Giorgia Andretti

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